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Gli studenti del liceo “Braucci” di Caivano contro “La Preside”: “Trasformati in una buffa caricatura”

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Se da un lato sta macinando consensi e ascolti molto positivi, dall’altro non mancano le critiche. La fiction “La Preside”, in onda su Rai Uno e ispirata alla storia di Eugenia Carfora, preside che a Caivano, hinterland di Napoli considerato difficile, combatte contro la dispersione scolastica, è senz’altro divisiva.

Già il sindaco di Caivano, Antonio Angelino, nei giorni scorsi ha parlato di una città, quella ritratta nella fiction, che non esiste più. Ora, invece, a criticare la serie televisiva della Rai, con protagonista Luisa Ranieri, è il collettivo degli studenti del Liceo “Niccolò Braucci” di Caivano, che evidenziano la narrazione sbagliata che la fiction offrirebbe sul territorio e sulla comunità.

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Gli studenti del liceo “Braucci” di Caivano contro “La Preside”: “Trasformati in una buffa caricatura”

Questa, di seguito, la lettera degli studenti del Liceo “Braucci”, condivisa anche con la redazione di InterNapoli.it: “Il Collettivo Studentesco del Liceo “Niccolò Braucci” di Caivano ritiene doveroso intervenire nel dibattito pubblico sulla rappresentazione della nostra comunità proposta dalla produzione RAI “La Preside”.

Caivano è una collettività tristemente martoriata dal pregiudizio generato da diversi casi di
cronaca nera.

Ogni volta che ci capita di parlare della nostra scuola, avvertiamo su di noi lo stigma che
grava sul nostro territorio.

Un’eccellente studentessa del Liceo Braucci ha raccontato episodi di discriminazione subiti
durante l’evento Scuola Futura 2024, tenutosi a Cagliari. La ragazza riferisce di essere stata, insieme alle sue compagne di classe, identificata come “ragazza di Caivano” anche da membri dell’organizzazione stessa dell’evento, mentre tutti gli altri studenti venivano indicati con il nome del proprio istituto o liceo.

Vivere qui significa battersi ogni giorno contro lo stereotipo che dipinge questo paese come
quello della criminalità organizzata. Significa però anche vedere gli sforzi della stragrande maggioranza dei cittadini, impegnati per una realtà di giustizia e legalità ma, tutto questo, purtroppo non fa audience.

Siamo convinti che, quando si lavora a un progetto artistico che interessa un ambiente come il nostro, le parole d’ordine debbano essere rispetto e responsabilità, soprattutto quando il progetto stesso è realizzato con fondi pubblici.

Il racconto RAI mostra all’Italia una Caivano che non corrisponde minimamente alla realtà,
stereotipizzando numerosi concetti molto complessi e trasformando la nostra comunità in una buffa caricatura.

I problemi sono certamente presenti, ma la nostra situazione non è molto diversa da quella di moltissime periferie italiane, anch’esse trattate con estrema superficialità, dimenticando la preponderanza di residenti onesti.

Un altro punto critico che va trattato è la centralità della figura della Preside, poiché la fiction ci presenta il ritratto di una “super-eroina” che, da sola, combatte il crimine.
Il magistrale lavoro della Dirigente a cui è ispirata la storia – Eugenia Carfora – è ovviamente insindacabile, ma la presentazione di una figura tanto gloriosa inevitabilmente sminuisce l’importanza del lavoro che la società tutta ha finora fatto e che continuerà a fare.

Un’ultima riflessione che il Collettivo Studentesco ritiene necessario sollevare riguarda il
legame esistente tra il Decreto Caivano (DL 15 settembre 2023, n. 123) e la fiction RAI.
Il prodotto, infatti, caratterizzato da dinamiche che semplificano concetti ben più complessi,
da elementi totalmente fuorvianti e da una spettacolarizzazione del personaggio della
Dirigente, richiama molto quelle politiche demagogiche che hanno poi portato al Decreto
Caivano, frutto anche della logica mandata avanti dal nostro Governo del “punire per
educare”.

La stessa logica che, a conti fatti, si è dimostrata inefficiente, ma che il nostro Consiglio dei
Ministri sembra voler continuare a perseguire senza badare alle reali esigenze di Caivano e
delle periferie d’Italia in generale.

Il Collettivo Studentesco del Liceo “Niccolò Braucci” vorrebbe che questo messaggio
arrivasse in tutta Italia, per far comprendere a chi non vive nel nostro territorio che questo
non è come è stato raccontato.

Il 31 agosto 2023 la nostra Presidente del Consiglio era a Caivano e disse, citando
Sant’Agostino: “Comincia a fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile e magari potresti scoprirti a fare l’impossibile”.

Ci auguriamo che si possa davvero partire dal necessario per raggiungere l’impossibile,
sperando che misure superflue, spinte da logiche politiche populistiche, possano essere messe da parte.

Nonostante ciò, non saranno certo programmi spettacolarizzati e decreti illusori a toglierci la speranza.

Caivano può sognare. Caivano deve sognare”.

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Nicola Avolio
Nicola Avolio
Giornalista pubblicista, mi sono avvicinato per la prima volta alla professione iniziando a collaborare con la testata "La Bussola TV", dal 2019 al 2021. Iscritto all'albo dei pubblicisti da giugno 2022, ho in seguito iniziato la mia collaborazione presso la testata "InterNapoli.it", e per la quale scrivo tuttora. Scrivo anche per il quotidiano locale "AbbiAbbè" e mi occupo prevalentemente di cronaca, cronaca locale e sport.
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