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giovedì, Luglio 7, 2022
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Green Pass eliminato dal primo aprile? Il Governo pensa ad una cancellazione graduale


Il 31 marzo termina lo stato d’emergenza, l’Italia si riavvicina gradualmente alla “normalità”, ma ci sono ancora opinioni divergenti sul pass. Si sospetta un approccio graduale da parte del Governo sull’eliminazione del pass, i dati di ripresa fanno sperare nell’abbandono del certificato.

L’eliminazione del pass

La “scadenza” dello stato d’emergenza comprende anche l’eventuale eliminazione del certificato vaccinale. La proroga dell’utilizzo del pass ha scatenato vari dibattiti e le opinioni a riguardo sono ancora contrastanti. Il presidente della Conferenza Massimiliano Fedriga ha riportato l’opinione delle Regioni, che sembrano concordare su un approccio più prudente all’eliminazione del pass. “Nessuno è innamorato del green pass a prescindere, nè il presidente del Consiglio Draghi, nè le Regioni” ha detto Fedriga lunedì. “Pensiamo che il green pass, se la situazione continuerà a migliorare, potrà essere superatocontinua e spiega: “Il green pass è uno strumento provvisorio. Prima lo togliamo e prima siamo tutti contenti. è chiaro che se la situazione migliorerà, nessuno metterà i bastoni fra le ruote per farlo“.

L’opinione delle Regioni

L’eliminazione del green pass dal 1 aprile, sulla carta possibile, per alcuni sembra essere nella pratica prematura. A confermare le parole di Fedriga il governatore ligure Giovanni Toti: “è giusto far finire finire il Green pass quando la pandemia, i numeri, i comitati scientifici ci diranno che il pericolo è finito. Certamente non può essere una misura permanente, tanto certamente non farei la corsa al giorno o alla settimana prima o dopo“. “Il pass non è una misura permanente questa la frase che mette d’accordo tutti, bisogna solo decidere quando eliminarne la validità, la maggior parte degli esperti vorrebbe più parsimonia ma c’è chi procederebbe in maniera più rapida.

Non credo che sia una questione di data, magari anche prima e magari un pò dopo. L’importante è che ci siano le condizioni. Le cose stanno andando oggettivamente bene. Quindi credo che possiamo tranquillamente guardare al futuro con ottimismo” le parole del governatore lombardo in totale accordo con i colleghi delle altre regioni.

Le dichiarazioni di Pregliasco 

Fabrizio Pregliasco spiega la sua posizione a riguardo: “L’estate magari sarà tranquilla, ma l’inverno prossimo sarà certamente a rischio. Il Green pass non deve durare per sempre, ma almeno fino a giugno sì. Poi si vedrà in base all’andamento epidemiologico“. Parsimonia nell’eliminazione anche per il direttore sanitario che vuole “proteggere” le sorti dell’inverno 2022/2023. Contrario all’eliminazione già dal 1 aprile anche il medico Massimo Galli, secondo Galli il certificato ad oggi vanta svariati meriti, sia in ambito sociale, permettendone la rinascita, sia in campo sanitario aumentando i vaccinati. “E’ un pò la storia di tutti quelli che pagano le tasse puntualmente e poi si ritrovano un condono fiscale. Qui è un pò peggio, è un condono che pesa sulla salute degli altri” queste le sue parole sulla situazione.

La posizione più radicale sulla faccenda è quella presa dal consigliere del ministro della Salute Speranza, Walter Ricciardi. Ricciardi sostiene non solo prematuro abolire il pass il 1 aprile, ma che sia addirittura necessario mantenerlo in vigore per tutto il 2022.

L’opinione di Bassetti

L’infettivologo Matteo Bassetti ha invece opinioni opposte a quelle descritte finora. “Secondo me il certificato oggi non ha più senso, aveva un significato ben preciso: far vaccinare le persone, ma oggi con oltre il 90% di popolazione protetta, o da vaccinazione o da malattia, ha esaurito il suo compitospiega ad AGI. Continua poi parlando “dell’effetto vaccino” causato dall’obbligo di pass: “il 31 marzo avremo il 95% di protetti, a mio parere tenere il Green pass, oltre quella data, per far vaccinare il 5% mancante è un gioco che non vale la candela“. Tensioni anche tra i partiti, dopo il subemendamento di Fdi per sospendere il certificato già dal 1 aprile, votato anche dalla Lega e poi successivamente respinto.

Il Governo dovrà nelle prossime settimane decidere come procedere, ma probabilmente la decisione verterà su un’approccio graduale. Si prospetta quindi che il Governo deciderà di tenere in vigore il pass dopo il 31 marzo ma di eliminarne gradualmente l’applicazione. Dal 31 potrebbe quindi a mano a mano restringersi la lista di attività dove sarà richiesto di esibire il pass, fino alla sua totale eliminazione. La data di “scadenza” potrebbe quindi essere il 15 giugno, fino a quel giorno il pass sarà obbligatorio sul posto di lavoro per gli over 50. Qualsiasi modifica sarà ovviamente attuata in base ai dati dei contagi, che ad oggi fanno sperare.

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