Ristoranti e bar che hanno riaperto presi d’assalto nella prima giornata di attività dopo il lockdown. Moltissime prenotazioni sin dal mattino.
Oggi gli operatori commerciali sperano in un nuovo successo della consegna a domicilio. Baristi, garzoni, cuochi e pizzaiuoli tutti forniti di mascherine. Ma Confcommercio protesta e chiede alla Regione di allungare i tempi di apertura dei locali. Ma in molti si lamentano del servizio offerto, non per colpa di pizzaioli e baristi ma perché giocoforza il caffè a casa arriva freddo e anche la pizza a domicilio non è la stessa di quella che si mangia in loco.
Gianni Simioli di Radio Marte ha scritto un post pubblicando la foto di una pizza bruciata sui social: “Guagliù pero’ no
‘a pizza accussi’ non si DEVE consegnare
Conosciamo il nome della pizzeria ma vogliamo evitare di fare polemiche inutili (pensiamo che, vabbè,dopo quasi due mesi di chiusura qualcosa puo’ essere andato storto).
Ma abbiamo chiesto alla persona che l’ha ricevuta così di ordinarla anche stasera e mandarci la foto.”
La voglia di normalità passa pure per una margherita, specie nella città che ha reso la pizza patrimonio dell’Unesco: sono circa sessantamila quelle sfornate ieri sera a Napoli nel primo giorno in cui è stata resa possibile la consegna a domicilio. «Numeri incoraggianti e che danno un segnale di speranza – commenta Antonio Pace, presidente dell’associazione Verace Pizza Napoletana – anche se non risolvono il problema. Stimiamo abbia aperto solo il 30/40% delle pizzerie. Molti infatti non sono riusciti a sanificare per tempo i locali rimandando a domani la ripresa delle attività. Tuttavia quelli che lo hanno fatto stanno lavorando con numeri che definirei interessanti». Parole confermate da Massimo Di Porzio, presidente della Fipe, la federazione che racchiude i pubblici esercenti: «Calcoliamo una media di 200 pizze per ciascuna delle 300 pizzerie che hanno aperto, per un totale di 60mila pizze. Siamo contenti, è un buon inizio. Stiamo cercando di accontentare tutte le richieste, anche quelle singole. Lavorano molto le piccole pizzerie, quelle di quartiere. E ci chiamano tanti anziani cui portiamo la pizza fin sotto il portone». Margherita e marinara la fanno da padroni nelle richieste.


