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“Hai chiamato a Peppe?”, il dialogo intercettato tra il boss Lo Russo e il figlio

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Vincenzo Lo Russo e il padre Domenico sono stati intercettati durante una videochiamata: il primo è stato ferito in un raid lo scorso 17 aprile al rione Siberia a Marianella, mentre il secondo è attualmente detenuto nel carcere di Ferrara. Nel corso della conversazione, i due familiari si sarebbero interrogati sul ruolo di Giuseppe Lo Russo, zio del giovane, poiché in quanto libero dovrebbe “prendere posizione”. Padre e figlio si sarebbero confrontati sull’eventuale placet dato al raid armato o se fosse stato condotto all’insaputa del boss Peppe ‘o Capitone.

Domenico Lo Russo: Mh! Ma come mai è successa questa cosa Enzo? Perché è successo sto fatto? Erano di là? (N.d.R. chiede se erano della zona). Enzo! Erano di là? Mi senti?

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Vincenzo Lo Russo: Eh! Penso di sì!

D.L.R.: Di Marianella?

V.L.R.: Ma tu hai chiamato a Peppe? (Giuseppe Lo Russo)

D.L.R.: No! Chiamai ma Peppe non c’era! Mi rispose il nipote… c’era il nipote che mi ha risposto: “Quello sta bene”.

Chi è Giuseppe Lo Russo, il profilo di Peppe ‘o Capitone

È ritenuto l’ultimo irriducibile dei ‘Capitoni’ di Miano e lo scorso dicembre lasciò il penitenziario di Terni dove era sottoposto al carcere duro. Determinanti le argomentazioni dei suoi legali, gli avvocati Domenico Dello Iacono e Antonio Abet, che nel corso dell’incidente di esecuzione hanno dimostrato che l’ultima condanna era stata già pienamente assorbita nel precedente cumulo di pena. Nel suo lungo iter processuale bisogna poi ricordare l’apporto nel collegio difensivo anche del penalista Andrea Lucchetta.

Condannato per due omicidi

Giuseppe Lo Russo era stato condannato soltanto un anno fa a 20 anni per essere ritenuto il mandante degli omicidi di Angelo De Caro e Pasquale Bevilacqua, pena poi ridotta a 16 anni per la rinuncia ad usufruire dell’appello. Lo Russo si trovava ininterrottamente in cella dal 1998 con solo una parentesi nel 2023 per fine pena, salvo poi essere nuovamente arrestato per il duplice omicidio De Caro-Bevilacqua. Il capoclan dei ‘Capitoni’ era appena uscito dal penitenziario di Novara quando gli uomini della Squadra Mobile gli notificarono il nuovo provvedimento.

Rispetto ai fratelli Salvatore, Mario e per ultimo Carlo, Peppe ‘o Capitone non ha mai deciso di collaborare con la giustizia ma ha reso dichiarazioni spontanee durante il processo per l’omicidio di Espedito Ussorio quando dichiarò di non voler avere più nulla a che fare con la camorra.

Gli indagati per l’agguato contro Vincenzo Lo Russo

Lo scorso 28 aprile i carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Vomero hanno eseguito un fermo disposto dalla DDA di Napoli nei confronti di tre uomini, gravemente indiziati di tentato omicidio e porto illegale di arma da fuoco, con l’aggravante del metodo mafioso. In manette finirono Luigi Russo, detto ‘Gigiotto‘ ed ex colonnello dei Lo Russo ribellatosi al clan dopo l’inizio della collaborazione con la giustizia da parte degli storici boss, del giovane Emmanuel Di Marzo mentre Gaetano ‘Nino’ Caso è stato catturato oggi.

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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