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sabato, Dicembre 4, 2021
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«I Marino avevano un proprio gruppo di fuoco», svelato l’organigramma del gruppo di Secondigliano


E’ Gianluca Giugliano la vera ‘voce di dentro’ del clan Marino delle Case celesti. L’uomo, nipote acquisito proprio di Gennaro ‘Mecchei’, ha parlato a lungo con i magistrati degli affari del gruppo tirando in ballo anche Tina Rispoli, ex moglie di Gaetano Marino ‘Moncherino’ (leggi qui l’articolo). Giugliano ha raccontato ai magistrati che il gruppo aveva dei ruoli ben definiti e un proprio gruppo di fuoco facendo nomi e cognomi:

«Roberto Manganiello ha commesso omicidi, di cui ho già riferito, negli anni ha gestito la piazza di spaccio delle Case Celesti. Ha molti soldi, ed ha intestato beni a terze persone, ma è furbo, non ha mai raccontato nulla di come investe i suoi soldi. E’ sposato con Maddalena Imperatore; Domenico Gargiulo detto ‘sicc e penniell’: quando mi allontanai da Secondigliano fuggendo a Firenze dopo il tentato omicidio di Manganiello e di Ciro Nocerino. questo Gargiulo spacciava sulle Case celesti, era un ragazzo di piazza; quando tornai nel febbraio 2012, il Manganiello me lo presentò come componente del gruppo di fioco; so che lui insieme ad un certo Lorenzo Celentano, un altro affiliato, molto vicino a Manganiello incendiarono l’autovettura usata per l’omicidio Vincenzo Ciletti, ucciso il 13 luglio 2012: io seppi il finto da loro e da Angelo Marino, quando tornarono al rione dopo avere incendiato la macchina. Ultimamente lo mettemmo anche conte capo turno sulla piazza, prendeva gli stessi soldi dei ragazzi della piazza. Non credo abbia soldi da parte”; Luigi Cioffi è un affiliato al clan da un paio d’anni, con compiti sulla piazza, come capo turno. E’ il cognato di Francesco Barone, stava sempre insieme a noi. Prende i soldi come i ragazzi di piazza. Non ha altri compiti. Non ha soldi da parte. Non avevamo bisogno di vedette armate sulla piazza della Case Celesti, durante il tempo di faida, perché c’eravamo noi del gruppo di fuoco, IO, Angelo Marino, Roberto Manganiello, Francesco Barone e Domenico Gargiulo che è stato messo con la pistola addosso; preciso che quando non c’è la guerra nessuno mette gente armata sulla piazza perché il rischio di venire arrestati è troppo grosso».

L’articolo precedente: il pentito del clan Marino tira in ballo Tina Rispoli

L’ha indicata come beneficiaria dei guadagni del clan. Quello dei Marino delle Case celesti, l’ex ‘gioiello della corona’ del clan Di Lauro prima della scissione del 2004. Tina Rispoli è finita nel registro degli indagati nell’ultima operazione contro il gruppo un tempo capeggiato dal suo ex marito (leggi qui l’articolo): il gip però le ha negato l’arresto. Non sono bastate le accuse del superpentito ed ex killer del clan Gianluca Giugliano ‘o piccion che ha spiegato ai magistrati come sarebbero entrati nella disponibilità della donna i proventi del traffico di droga. Ferma restano la presunzione di innocenza fino a prova contraria le dichiarazioni di Giugliano offrono uno spaccato dei guadagni da capogiro del gruppo nonchè una testimonianza di chi ha partecipato in presa diretta alla storia recente della cosca.

I verbali con le accuse a Tina Rispoli

Nel verbale del gennaio 2013 Giugliano tira per la prima volta in ballo la donna:«Gaetano Marino aveva preso due miliardi di vecchie lire dall’assicurazione per la mutilazione. I soldi Marino li aveva investiti in case, che non so dove siano. Ha una casa in mezzo all’Arco, dove sta il Bar Sacra, una casa enorme: so che ha molti gioielli, aveva la passione, la moglie Immacolata Rispoli ha anche beni intestati, tra cui le case acquistate con i proventi della droga, non so di altri beni, terreni ma non ha negozi o attività, che io sappia». Nell’ordinanza, firmata dal gip Tirone, c’è poi un passaggio in cui viene specificato che “Nessuna specifica novità in merito alle odierne imputazioni emerge poi dagli interrogatori, postumi al periodo dei 180 giorni dall’inizio della collaborazione, versati in atti, se non nella parte in cui il collaboratore tiene a specificare che Tina Rispoli era consapevole di quello che faceva il marito e a riferire un dato, nuovo ed immotivatamente sottaciuto nel periodo della collaborazione innanzi detto, secondo le allegazioni in atti, che le quote mensili che si spartivano i partecipi, venivano date da Manganiello direttamente in mano alla detta Tina Rispoli” (verbale del giugno 2019). Dichiarazioni che, ovviamente, necessitano del dovuto riscontro. Lo stesso gip nel prosieguo tende a specificare che “Detta affermazione — ad ogni modo avulsa da specificazioni temporali e di dettagli da poter verificare — non suffragata da elementi di conforto, risulta, a parere della scrivente, travolta da assoluta inutilizzabilità”.

 

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