Il dramma di Antonio, fondatore della ‘Scugnizzeria’: “Ho un cancro incurabile, un ‘regalo’ della Terra dei Fuochi”

Rosario Esposito La Rossa

«Ho 30 anni e ho scoperto di avere il cancro. Una rara forma, un ‘regalo’ della Terra dei Fuochi, la camorra nel piatto». Lo ha voluto comunicare così, senza troppi giri di parole: lui è Rosario Esposito La Rossa, titolare della storica casa editrice «Marotta Cafiero» che ha acquistato dai fondatori storici per trasferirla a Scampia, creatore della «Scugnizzeria» di Scampia, da lui soprannominata «piazza di spaccio di libri», libreria visitata a marzo scorso dalla presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. Non solo: nel 2107 è stato insignito cavaliere dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, insieme con altri 38 “eccellenti italiani” distinti «per atti di eroismo, per l’impegno nella solidarietà, nell’integrazione, nel soccorso, per l’attività in favore dell’inclusione sociale».

Cugino di Antonio Landieri, vittima innocente della camorra il cui nome ha contribuito a riabilitare e a cui oggi è intitolato il campo sportivo di Scampia, Esposito La Rossa ha scelto Facebook per rendere nota la notizia della malattia: «Mi aspetta un anno impegnativo – ha scritto – cambieranno tante cose e ci sarà da soffrire. Non so cosa accadrà, ma affronterò questa ennesima battaglia della mia vita con le parole di Frida Kahlo: ‘Non come chi vince sempre, ma come chi non si arrende mai’. Quest’anno apriremo un altro pezzo di Scugnizzeria, la Marotta Cafiero pubblicherà 24 libri, uscirà il mio secondo libro per Einaudi Ragazzi. Insomma, tra una cura e l’altra ci saranno tante cose da fare e spero che tutto ciò mi possa aiutare a superare questo momento difficile». Lo chiama «il drago», quello che i libri «insegnano che si possono sconfiggere» ma con il quale «bisognerà convivere, almeno per ora».

Poi un altro post, ancora più straziante dei precedenti. «A Milano dicono che il drago è immortale, incurabile e che al momento ha fatto la tana dentro di me già da un bel po’. Le parole incurabile e inoperabile non erano proprio quelle che volevamo sentire. Il drago è uno tosto. Pare però ci sia un pillola, non ancora riconosciuta dal sistema sanitario nazionale, che può bloccarne la crescita. Insomma col drago bisognerà convivere, almeno per ora. Grazie a tutti quelli che mi hanno scritto, grazie al sindaco de Magistris per il messaggio». Tantissimi i messaggi di vicinanza e sostegno ricevuti da Esposito La Rossa.