Un fascio di luce che sorge da un evento che è stato ad un passo dal trasformarsi in una tragedia. Una storia nella storia che mette in mostra quanto ancora può esserci di umano in una situazione in cui chiunque si sarebbe tranquillamente potuto tirare indietro pensando a mettere in salvo sé stesso.
E’ la storia di Mohamed, il ragazzo che nella giornata di ieri, giovedì 26 marzo, si è gettato tra le fiamme generate dall’esplosione all’interno dei locali dell’ex negozio di abbigliamento “Carpe Diem”, lungo via Consolare Campana tra Villaricca e Qualiano, mettendo in salvo una donna in difficoltà.
Il gesto eroico di Mohamed dopo l’esplosione a Villaricca 2, si getta tra le fiamme e salva una donna
Mohamed Hosni, 17enne egiziano, è giunto in Italia tramite uno dei tanti “viaggi della speranza” di cui quasi a cadenza quotidiana, e spesso purtroppo con sfumature drammatiche, si sente parlare. Il ragazzo è entrato a far parte della comunità “Abete”, situata a Licola in via Vicinale Recapito, e gestita dalla cooperativa “Fuoriclasse”: è inserito in un percorso educativo e di integrazione sociale e lavorativa e attualmente sta svolgendo un tirocinio presso un’autocarrozzeria di fianco ad una pizzeria.
Mohamed è stato testimone diretto dell’esplosione ed è riuscito a mettersi in salvo, ma subito dopo è ritornato sui suoi passi, avendo udito le urla della donna rimasta intrappolata all’interno dei locali esplosi, impossibilitata a muoversi a causa delle ferite e delle ustioni. Insieme al titolare dell’autofficina, Mohamed ha preso in braccio la donna portandola fuori e attendendo insieme a lei l’arrivo dei soccorsi. Intervento, il suo, che ha contribuito ad evitare alla donna conseguenze ben più gravi.
“Si tratta di un gesto che va oltre ogni dovere – hanno fatto sapere dalla comunità, nel nome della dottoressa Mattera – ed è la dimostrazione concreta del percorso umano e di responsabilità che questi ragazzi stanno costruendo ogni giorno. Un episodio che evidenzia come integrazione, lavoro e senso di responsabilità possano tradursi in gesti concreti di straordinario valore umano. Speriamo, grazie a questo episodio, di poter far avere a Mohamed in un futuro non troppo remoto, la cittadinanza italiana”.
“Questo gesto eroico è la prova che l’integrazione funziona, che i percorsi di inclusione portano frutti e che insieme possiamo costruire un futuro più solidale e inclusivo”, conclude la dottoressa Mattera.


