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Il Largo Maradona non riaprirà più, c’è il comunicato: “Non abbiamo avuto il permesso per operare”

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E’ di poche ore fa la notizia del maxi sequestro di magliette e gadget al Largo Maradona ai Quartieri Spagnoli, sorto al di sotto dell’iconico murale di Maradona che quotidianamente attira flotte di turisti e cittadini. E dopo il sequestro, arriva anche la doccia fredda: il Largo Maradona non riaprirà più.

L’accesso all’area era stato interdetto e tutti i cimeli all’interno del piazzale sono stati coperti. A rimanere scoperto solo il grande murales che raffigura Maradona e un’altra statua alta 6 metri, donata recentemente da un artista argentino.

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Sequestro al Largo Maradona, la replica de “La Bodega de Dios”: “Se ci chiudono si spegne un intero quartiere”

Questo il comunicato de “La Bodega de Dios”, che dei Quartieri Spagnoli e del Largo Maradona ne è un’istituzione da generazioni: un autentico luogo di culto del “Pibe de Oro” più che un semplice negozio:

“L’area di Largo Maradona, in quanto proprietà privata, è stata chiusa per nostro volere e non da autorità o altri enti.
Purtroppo, le istituzioni non ci hanno ancora dato la possibilità di ottenere un permesso che ci consenta di operare regolarmente tutto il giorno, in quello che grazie al lavoro e alla dedizione di mio padre e della mia famiglia è diventato il luogo più iconico e visitato di Napoli.
Noi siamo i primi a rispettare le leggi e a lavorare in regola:
• paghiamo le tasse,
• siamo iscritti a INPS e Camera di Commercio,
• la nostra merce è tutta fatturata,
• i nostri dipendenti sono assunti regolarmente.

L’unico problema è che possediamo una licenza itinerante, e quindi non possiamo restare fermi, poiché è l’unica forma di licenza che ci è stato possibile ottenere.
Per questo motivo, chiediamo ad alta voce alle istituzioni di aiutarci, di trovare una soluzione concreta che ci permetta di continuare a lavorare nel rispetto della legge. Perché se chiudiamo noi, non si ferma solo la nostra famiglia, ma si spegne un intero quartiere.
E stavolta, Largo Maradona non lo riapriremo più per scelta nostra”.

Blitz al murale di Maradona, sequestrate tutte le magliette e i gadget esposti

 

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Nicola Avolio
Nicola Avolio
Giornalista pubblicista, mi sono avvicinato per la prima volta alla professione iniziando a collaborare con la testata "La Bussola TV", dal 2019 al 2021. Iscritto all'albo dei pubblicisti da giugno 2022, ho in seguito iniziato la mia collaborazione presso la testata "InterNapoli.it", e per la quale scrivo tuttora. Scrivo anche per il quotidiano locale "AbbiAbbè" e mi occupo prevalentemente di cronaca, cronaca locale e sport.
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