Sabato la Polizia di Stato e il Grupo Localizaciòn della Udyco della Comisaria General Policia Judical della Policia Nacional de Madrid hanno catturato il latitante Pietro Izzo ad Alicante. Il presunto reggente del clan Licciardi sarebbe stato aiutato da una rete di favoreggiatori. L’intensa attività investigativa della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha consentito di raccogliere elementi investigativi che hanno portato a ritenere che il ricercato si trovasse in Spagna, dove effettivamente è stato tratto in arresto mentre si trovava in compagnia di alcuni familiari. Proprio i riservati preparativi per un viaggio in Spagna hanno consentito di monitorare gli spostamenti di alcuni stretti congiunti. L’operazione è stata condotta dalla Sezione Catturandi della Squadra Mobile di Napoli e dal Servizio Centrale Operativo con la collaborazione di ENFAST Italia – Servizio per la Collaborazione Internazionale di Polizia, di Europol e con l’ausilio del personale della sezione investigativa della Polizia di Frontiera aerea dell’aeroporto di Capodichino.
Il primo contatto con l’imprenditore edile in un bar a Secondigliano
Izzo era sfuggito alla cattura il 25 giugno 2025 quando nei suoi confronti era stato emesso un decreto di fermo del P.M. per i reati di estorsione aggravata dal metodo mafioso, poi divenuto ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura.
“Sei proprio scostumato lo sai? ma come, stai facendo i lavori nel Gescal e non ti sei nemmeno venuto a presentare? Non lo sai che è buona educazione chiedere il permesso quando si fanno i lavori?”. Si sarebbe presentato con queste parole il ras Izzo all’imprenditore edile impegnato in alcuni lavori di ristrutturazione nella zona mentre prendeva un caffè al bar. Un tono conciliatorio, quasi affabile con Izzo che dice all’uomo: ”Non ti preoccupare, prenditi il caffè, ci conosciamo da tanti anni io e te, poi ci vediamo”.
Il giorno dopo infatti si presentavano al cantiere Giovanni Napoli e Luca Gelsomino, personaggi di spicco del clan Licciardi della Masseria Cardone, che utilizzavano nei confronti dell’imprenditore ben altro tono: ”Niente di meno stai facendo i cantieri nel Gescal e nella Masseria, ti stai intascando 40mila e 70mila euro e da noi non sei proprio venuto, non ti sei comportato bene. Comunque ci devi fare un regalo perché io da poco sono uscito di galera e stiamo senza soldi. Ci devi dare 5mila euro per i lavori che stai facendo nel Gescal”.
La figura di Pietro Izzo secondo i pentiti
“Questo è Pietro Izzo. Lui si occupa delle estorsioni. Anche lui è a capo della famiglia Licciardi“, ha dichiarato il collaboratore di giustizia Raffaele Paone nel 2024. Anche il pentito Salvatore ‘Frizione’ Roselli ha parlato di Pierino ‘o Pompier’ nel 2023: “Conosco molti affiliati al clan Licciardi. Preciso che dal 2017 al 2020, quale referente del clan Amato-Pagano ho avuto rapporti con gli esponenti di spicco del clan Licciardi, e cioè delle vicine zone della Masseria Cardone e del Don Guanella. I soggetti con cui ho avuto a che fare sono: Antonio Bruno, detto Michelò, Luigi Carella, detto la Gallina, Renato Esposito, Pietro Izzo, Maria Licciardi“.
Il provvedimento cautelare eseguito è stato adottato nella fase delle indagini preliminari, il destinatario è persona sottoposta ad indagine e, pertanto, da ritenersi presunto innocente fino a sentenza definitiva.
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