Il tradimento ai ‘Barbudos’ e la guerra alla Sanità, la storia del clan Mauro

Un gruppo capace di cambiare alleanze e accordi. E’ questa la ‘fotografia’ del clan Mauro attivo nella zona dei Miracoli e raggiunto questa notte da altre quattro ordinanze di custodia cautelare (tra gli arrestati anche il cognato del boss Ciro Mauro). Gruppo che nasce come propaggine dei ‘mianesi’ che, dopo la fine del clan Misso, avevano cercato di creare una propria colonia nel quartiere. Gli Esposito-Genidoni, diretta emanazione dei clan dell’area nord, in origine viaggiavano insieme ai Mauro. Quest’ultimi ieri sono stati affossati da cinque ergastoli per la ‘strage delle Fontanelle’. Gli uomini di Ciro Mauro però, come spiegato in un’informativa dei carabinieri del 2017 «non esiteranno a sfruttare la chance di porsi al centro delle trame camorristiche. Il gruppo riuscì ad ordire alleanze con il gruppo Sequino-Savarese e preservare i rapporti con le famiglie Vastarella-Staterini. Episodio che gli consentirà di acquisire una totale autorità sul territorio dei Miracoli».

I ‘trasformisti’ della camorra

Sono diversi dunque i periodi presi a riferimento. Un primo, di contrapposizione armata, che dura dal settembre 2013 al gennaio 2014. Questo periodo vede i Sequino-Savarese, coadiuvati dalle famiglie di Forcella e cioè i Sibillo-Brunetti-Amirante, contrapporsi ai gruppi diretta emanazione di Miano, i ‘Barbudos’ insieme ai Mauro. Un secondo periodo, tra il gennaio 2014 e il maggio di quell’anno, vedrà un mutamento radicale degli assetti. Ciò avviene quando il gruppo di Ciro Mauro deciderà di accodarsi ai Sequino-Savarese per dare il via al progetto che prevedeva la totale estromissione dal rione della famiglia Esposito-Genidoni. Partecipe a questa fase anche il clan Vastarella anche se erano iniziati già allora ad emergere malumori nello stesso gruppo con Staterini, cognato di Vastarella. Questo perchè Antonio Vastarella, figlio di Patrizio, sembrava più propenso ad attendere la scarcerazione del padre prima di siglare accordi più stretti. Si tratta di passaggi contenuti nell’ordinanza di custodia cautelare dello scorso anno.

La ‘voce di dentro’ del clan Mauro

Ad avallare questa ricostruzione anche il racconto del collaboratore di giustizia Salvatore Marfè, vera ‘voce di dentro’ nel gruppo dei Miracoli:« Nell’estate del 2013 si ruppero i rapporti tra i Sequino e Pierino. I Sequino e i Savarese fecero l’alleanza con i Sibillo mentre Pierino venne da noi ai Miracoli. Ci spiegò la situazione e ci disse che aveva litigato con Silvio Pellecchia dei Sequino e con Emanuele Sibillo. Ciro Mauro quindi si schierò con Pierino Esposito contro i Sequino e i Savarese».

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