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Innocente ucciso dal clan, tutto da rifare per il ras Amodio

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Innocente ucciso per una vendetta trasversale nell’ambito dell’eterna faida di Napoli Est, le indagini che avevano fatto luce sull’omicidio di Antonio Maione tornano al punto di partenza. A stabilirlo la Corte di Cassazione che ha annullato l’ordinanza del Riesame nei confronti di Clemente Amodio, accusato di essere l’esecutore del delitto. Gli Ermellini, sposando in pieno le argomentazioni della difesa composta dagli avvocati Leopoldo Perone e Valerio Spigarelli, hanno annullato il provvedimento cautelare: si tratta del secondo annullamento con rinvio nel giro di pochi mesi. Per quel delitto è indagato anche il boss Roberto Mazzarella al momento latitante. Per il reggente la Suprema Corte ha respinto il ricorso confermando quanto stabilito dal Riesame che aveva confermato l’ordinanza di custodia cautelare a suo carico.

Innocente ucciso dal clan, tutto da rifare per il ras Amodio

L’inchiesta condotta dai carabinieri ha potuto contare sull’apporto di numerosi collaboratori di giustizia tra cui Antonio Costabile ‘o cerrano che ha raccontato ai magistrati cosa avvenne quel giorno.

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”L’omicidio è avvenuto parecchi anni fa. A dirmelo è stato Domenico Russo detto “Mimmoletto” nel marzo 2021 (mentre Pacifico Silenzio si trovava in Spagna). Ci trovammo a parlare una notte che Mimmoletto era stato chiamato a sostituire nello spaccio De Palma Salvatore detto “pummarola” che aveva avuto un problema in famiglia (la moglie non stava bene). Iniziammo a parlare dell’omicidio Pulmieri e del fatto che io avrei avuto una contestazione di concorso in omicidio senza aggiungere altro. Mimmoletto mi disse che aveva assistito all’omicidio di Maione Antonio in quanto si trovava insieme a lui al momento dell’agguato. Lui era molto preoccupato per questa cosa e mi raccontò di aver visto Mazzarella Roberto e Clemente Amodio sparare. Mimmoletto stava con Antonio Maione nella salumeria Zaccaro di corso san Giovanni a Teduccio a comprare un panino. Ad un certo punto sono entrati Roberto Mazzarella e Amodio Clemente con parte del viso coperto e gli occhi scoperti, senza casco. Roberto Mazzarella impugnava una pistola e sparò il primo colpo contro Maione colpendolo al petto. Poi si avvicinò Clemente, tolse la pistola da mano a Roberto Mazzarella e sparò altri colpi per finirlo. Mentre Clemente sparava Mimmoletto si era giù rifugiato dietro al bancone della salumeria”.

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