Era Angelo Guarino, genero del boss di Sant’Antimo Pasqualino Puca, il capo e organizzatore dell’associazione dedita alle truffe assicurative. Questa la tesi dei magistrati che hanno sgominato ieri una holding che fingeva incidenti stradali per trarne i frutti dai risarcimenti. “Guarino impartiva le indicazioni agli associati e decideva la suddivisione dei compiti e la ripartizione dei guadagni, riceveva i proventi delle truffe assicurative che pervenivano anche a mezzo bonifici bancari alla società Antelupa Srl di cui era il legale rappresentate oltre a partecipare direttamente ad episodi di truffe assicurative”, scrivono i magistrati. Per lui è scattato il carcere. Altra figura fondamentale è Giuseppe Guarino il quale “si occupava della sottrazione di auto e quanto al settore delle truffe assicurative, della predisposizione dei falsi sinistri stradali nonché di far corrispondere i pagamenti alle false parti lese e ai falsi testimoni, oltre a partecipare direttamente ad episodi di truffe assicurative”.
Filomena Palmisano, invece, coordinava l’attività degli altri associati occupandosi di prenotare le visite mediche alle false parti lese che venivano effettuati da medici compiacenti, curandone tipologia, tempistiche e modalità; inoltre quale tecnico radiologo impiegata presso CMA di Napoli redigeva documentazione sanitaria (Risonanze Magnetiche) attestante false lesioni personali; riceveva bonifici delle liquidazioni dei falsi sinistri erogate dalle Società Assicuratrici e/o dalle false parti lese, somme che prelevava immediatamente dopo l’accredito, sovente frazionate e in contanti, e che veicolava ad altri – tra cui Guarino Giuseppe e Micillo Elisabetta (madre dei Guarino) – mediante altri bonifici in modo da rendere difficoltosa l’individuazione della origine illecita di tali provviste;
Carmine Flagiello invece era il carrozziere che predisponeva la documentazione falsa attestante i danni subiti dai veicoli coinvolti nei sinistri stradali falsi.
Nei guai anche i due avvocati MASTANTUONO Enrico e avv. CASTELLI Gennaro, quali organizzatori della associazione, istruivano le pratiche dei “falsi sinistri stradali e ne seguivano anche la relativa fase processuale procurandosi ed esibendo, tra l’altro, la falsa documentazione medica, la documentazione attestante i falsi danni subiti e individuavano ed escutevano falsi testimoni ai relativi processi introitando i relativi compensi a titolo di attività professionale”.
Giovanni Toscano, medico radiologo presso il pronto soccorso del San Giovanni di Dio, avrebbe rilasciato i primi certificati medici di contenuto falso, così come i colleghi Rosita Capone, Emanuele Minelli e Umberto Laurenzo. Lapiccirella, medico radiologo di Villa Angela, e Vela, medico radiologo della struttura Radio Medica, avrebbero invece predisposto documentazione medica di contenuto falso avente a oggetto esami diagnostici falsi.
Accuse pesanti costate il carcere ad Angelo Guarino, i domiciliari a Giuseppe Guarino, Massimo Niro e Filomena Palmisano. Per gli altri professionisti indagati è stata invece disposta l’interdizione dall’esercizio dell’attività professionale.
La fittizietà dei sinistri è dimostrata dalla loro pianificazione e dal tenore delle conversazioni estrapolate da cui si evince che, costantemente, gli indagati – dopo aver effettuato i finti sinistri stradali a cui seguono gli indennizzi da parte delle assicurazioni, dismettono la titolarità dei mezzi.Dalle chat si comprende anche che le somme degli indennizzi non appena introitate vengono prelevate in maniera frazionata dai partecipi alle truffe che poi se le dividono.
In una intercettazione si evince: “Gianlù ma quali 200.00 euro fratello., io su questi soldi, questi 1.800,00 euro, ho
comprato… ho comprato la lettera, ho pagato a chi me Tha preparata e il guadagno a me è 1.400 euro., dò 200,00
euro a te!?., il patto che avevamo fatto era 100,00 euro a lettera fratello., io ti ho detto “ti do 100,00 euro adesso e
se quelfaltra va bene 150,00””

