HomeCronacaLa gestione familiare del clan Zagaria tra boss, nipote e fratelli

La gestione familiare del clan Zagaria tra boss, nipote e fratelli

PUBBLICITÀ

Al vertice del clan c’era Michele Zagaria almeno fino alla sua cattura avvenuta nel dicembre 2011. Al capoclan è poi subentrato il nipote Filippo Capaldo che ha puntato forte sullo sviluppo imprenditoriale. Nell’indagine condotta a inizio settimana sono emersi invece Carmine e Antonio Zagaria, fratelli di Capastorta. La DDA di Napoli ha infatti aggiornato l’organigramma della fazione del clan dei Casalesi. Carlo Bianco avrebbe eseguito le direttive dei due reggenti grazie alla complicità di Giuseppe Granata, che aveva contatti con le fazioni Schiavone e Bidognetti, e Antonio De Rosa.

Al livello inferiore c’erano Giovanni Riccio e Andrea Bortone: il primo era il factotum di Bianco mentre il secondo si occupava di trovare le attività commerciali da taglieggiare. Angelo Antonio Salviati e Francesco Adinolfi sono accusati di essere i messaggeri di Antonio e Carmine Zagaria e di consegnare i pizzini. Franco Lombardi portava i messaggi di Capaldo e gli organizzava gli incontri con gli affiliati. Alfonso Ottimo era incaricato di infiltrarsi nelle amministrazioni pubbliche.

PUBBLICITÀ

Il blitz contro il clan Zagaria

Sono 23 le persone arrestate nel blitz condotto contro il clan dei Casalesi. Lunedì la Procura di Napoli, diretta da Nicola Gratteri, ha chiesto e ottenuto le misure cautelari dal Gip del Tribunale partenopeo. Al vertice dell’organizzazione c’erano Carmine e Antonio Zagaria: i due sono stati nuovamente arrestati.

Sono 19 gli indagati in carcere e 4 ai domiciliari: questo è il bilancio dell’operazione della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e dei Carabinieri del Ros e del Comando Provinciale di Caserta contro la fazione guidata dal boss Michele Zagaria, detenuto da 15 anni.

Indagine sul clan dei Casalesi, le parole del Procuratore Gratteri 

La famiglia Zagaria resta una camorra di serie A, con tutti i reati tipici e classici di un’organizzazione mafiosa. Addirittura bisognava pagare la mazzetta anche per un passaggio di proprietà, per l’acquisto di un terreno o di un’attività commerciale. La famiglia voleva il pizzo per qualsiasi attività usuraria, per allargarsi al traffico di droga andando a fare affari con una delle famiglie più importanti della ‘ndrangheta, i Bellocco. E poi ci sono anche proiezioni di riciclaggio all’estero, ad esempio a Dubai“, ha dichiarato il Procuratore della Repubblica Gratteri nel corso della conferenza stampa convocata per illustrare l’indagine che ha portato all’arresto dei familiari del boss Zagaria.

“Il clan dei Casalesi cambia pelle”

Il clan dei Casalesi è un clan ancora attivo, e la fazione degli Zagaria ha dimostrato di avere cambiato pelle. Rispetto alle indagini storiche in cui era emerso che si erano sempre opposti al traffico di sostanze stupefacenti, in questa indagine abbiamo scoperto un accordo con i Bellocco, famiglia dell’ndrangheta, per portare enormi quantitativi di droga nel Casertano“, ha affermato il comandante provinciale dei Carabinieri di Caserta Manuel Scarso. 

Indagine sul clan dei Casalesi, i nomi dei 23 arrestati nel blitz

PUBBLICITÀ
Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
PUBBLICITÀ