La moglie del boss firma in commissariato ma il suo autista prende il Reddito di Cittadinanza 

Nella giornata di ieri, su disposizione del Questore, personale del Commissariato Librino, oltre ai controlli su tutto il quartiere di competenza, ha effettuato diversi posti di controllo innanzi ai propri Uffici al fine di controllare i molteplici soggetti pregiudicati che giornalmente si recano presso detto Commissariato per ottemperare agli obblighi di legge quali la libertà vigilata e la presentazione alla polizia giudiziaria, Daspo e altre obblighi.

Nel corso della mattinata, si è presentata la pregiudicata e moglie di un noto pluripregiudicato detenuto ed esponente di un clan mafioso, A. L. A. di anni 65, in atto sottoposta alla misura della libertà vigilata e la stessa, fatto di rilievo, si è recata presso gli Uffici della Polizia di Stato a bordo di un’autovettura guidata e in uso ad un soggetto di anni 50 che le faceva da autista. Anche questo annovera numerosi precedenti penali.

Si sottolinea la sfrontatezza che, grazie alla competenza e all’attenzione dei poliziotti non è passata inosservata, con la quale si sono presentati al Commissariato con l’autovettura priva di assicurazione per responsabilità civile e il conducente privo di patente di guida perché mai conseguita.

Ulteriori approfondimenti investigativi, hanno consentito di accertare che detto individuo lavora alle dipendenze, tra l’altro in nero e da quattro anni, del nucleo familiare della famiglia malavitosa come autista e, in generale, “tuttofare” e, a fronte di ciò, ha dichiarato di percepire il reddito di cittadinanza assieme alla di lui madre.

Alla luce di quanto scoperto, l’uomo è stato indagato in stato di libertà per il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato per il conseguimento di erogazione pubblica non spettante e, inoltre, si è proceduto a sequestrare la suddetta autovettura ai fini della confisca, quindi la proprietà verrà trasferita in favore dello Stato e sono state anche contestate sanzioni pecuniarie, per guida senza patente e mancanza di assicurazione, pari ad oltre 6 mila euro. Per questi motivi e per quanto di competenza, sono stati informati gli Enti della Guardia di Finanza, Ufficio delle Entrate e Inps.