Cosimo Marullo conosceva bene i legami Salvatore Tamburrino con la camorra secondiglianese, infatti, avrebbe usato il cugino come una sorta di assicurazione sulla vita e sul patrimonio. L’ex vivandiere di Marco Di Lauro sarebbe stato capace di porlo al riparo dal rischio non solo di possibili truffe, molto frequenti nel settore delle frodi carosello, ma anche di ben più gravi conseguenze.
La Vanella Grassi contro il cugino di Tamburrino
Esemplificativo di questo rapporto è l’estorsione da 500mila euro tentata dal clan Vanella Grassi ai danni di Marullo: quella richiesta di soldi venne evitata grazie all’intervento del pentito. Proprio Tamburrino ha ricostruito quella vicenda del cugino ai magistrati: “Lui ha… aveva pure su…stava subendo… estorsioni da 500.000 euro perché sapevano che lui comunque aveva un giro grande…e si guadagnava bene…E poi sono intervenuto io e… Li ha chiesti… diciamo…le persone contrarie al clan Di Lauro erano… Vanella Grassi“.
Tra il 2011 ed il 2019, il business criminale di Marullo nel settore del commercio di materiale elettronico avrebbe conosciuto una vera e propria crescita esponenziale, con conseguenti proporzionali guadagni. Quelle attività gli avrebbero permesso di espandersi anche all’estero il proprio circuito economico attraverso la costituzione di diverse società con sede a Dubai, a Praga, nella Repubblica di San Marino e a Malta.
I professionisti delle frodi
Salvatore Tamburrino ha rilasciato nuovi verbali sul clan Di Lauro nell’ambito dell’inchiesta che ha sgominato un’organizzazione criminale, con legami con la mafia e la camorra. Il gruppo indagato avrebbe messo a segno un’evasione dell’Iva per centinaia di milioni di euro. Lo scorso 14 novembre sono state eseguite 47 misure cautelari personali e sequestri di beni, valori e denaro per 520 milioni. Il dettaglio sul clan Di Lauro è emerso nell’ordinanza di custodia cautelare, lunga oltre mille pagine, firmata dal gip del Tribunale di Milano, Mattia Fiorentini.
Secondo gli inquirenti i professionisti delle frodi avrebbero: “Agevolato economicamente consorterie di stampo mafioso, tra cui il clan camorristico Di Lauro di Scampia ed il clan camorristico Nuvoletta di Marano di Napoli, reinvestendo i proventi illeciti nel circuito della frode all’IVA e successivamente riversando i profitti anche per il complessivo sostentamento della organizzazione criminale“.
Le ‘mesate’ ai detenuti del clan Di Lauro pagate con i soldi delle frodi
Il clan Di Lauro ha cercato alternative per poter fronteggiare le mancanze di liquidità dopo gli arresti dei vertici e i tanti sequestri di droga subiti. In quest’ottica la mala di Secondigliano si sarebbe affidata a Cosimo Marullo, cugino di Salvatore Tamburrino.
Nei suoi ultimi verbali il pentito ha parlato di una somma di 300mila euro che sarebbe stata immessa nel circuito di frodi carosello dal parente specializzato in frodi fiscali. Marullo avrebbe assicurato all’ex vivandiere di Marco di Lauro una percentuale mensile di guadagno del 2%. Quella stessa quota sarebbe poi stata versata nella cassa della cosca dei Milionari dall’attuale collaboratore di giustizia per pagare le ‘mesate’ agli affiliati detenuti e ai loro familiari.

