clan licciardi
In alto Maria Licciardi e Antonio Teghemiè In basso da sx verso dx: Renato Esposito, Luigi Carella, Paolo Abbatiello, Gennaro Cirelli, Francesco Climeni

«Tu comandi perchè spendi il nome nostro, il nome dei Licciardi». E’ racchiusa in queste poche parole la filosofia criminale di Maria Licciardi, oltre mezzo secolo di mala al soldo dell’omonimo clan della Masseria Cardone e dell’Alleanza di Secondigliano. Il famigerato ‘mostro a tre teste’ i cui tentacoli abbracciano gran parte del territorio cittadino. Un clan a gestione familiare con i suoi colonnelli. Gente fidata, gente che ha alle spalle trent’anni di strada. Ras che però sanno di dover sottostare alla famiglia come ribadito dalla stessa Maria ‘a piccerell in un dialogo intercettato nella sua abitazione in cui la donna redarguisce duramente il ras del rione Berlingieri Luigi Carella ‘a gallina, reo di non averla coinvolta in alcuni affari (leggi qui l’articolo).

Le ‘anime’ interne al clan: a comandare è sempre Maria Licciardi

Secondo l’ultima relazione della Dia a capo del gruppo vi sarebbe sempre lei chiamata a districarsi tra due ‘anime’. Da un lato la famiglia guidata dalla stessa Licciardi coadiuvata dal figlio di uno dei suoi fratelli che, nonostante la giovane età, risulterebbe dotato di un elevato carisma criminale. Nonostante quanto presente nella relazione per la Licciardi lo scorso febbraio, coinvolta nella maxi inchiesta sui Contini, la pubblica accusa ha abbandonato la iniziale ipotesi accusatoria che collocava Maria Licciardi al vertice della compagine criminale, giungendo ad elevare la sola accusa di mera partecipazione (leggi qui l’articolo) fino all’ultima ordinanza eseguita nei confronti della donna qualche giorno fa. Negli ultimi tempi le informative parlano di una situazione in evoluzione (anticipata da Internapoli, leggi qui l’articolo).  Situazione che avrebbe raggiunto il suo culmine con l’omicidio di Francesco Climeni, esponente della vecchia guardia legato ai ‘senatori’ del clan fondato da Gennaro Licciardi e una delle colonne portanti dell’Alleanza di Secondigliano.

I colonnelli della Masseria Cardone

Nell’ordinanza oltre alle accuse contro la donna viene ricostruito l’organigramma del gruppo. Maria Licciardi, in diverse occasioni, è stata coadiuvata dal marito, Antonio Teghemiè conosciuto da tutti come James. Sotto di loro una schiera di personaggi indicati come ras di primo piano del gruppo. Come Renato Esposito, recentemente tirato in ballo per un tentativo di estorsione ai danni del titolare dei supermercati del centro ‘La Birreria’ o come Paolo Abbatiello, ‘pezzo da novanta’ di via Cupa della Vedova e per un periodo reggente de facto del gruppo. Insieme a loro lo stesso Carella, reggente per il Rione Berlingieri, e Antonio Bruno ‘Michelò’ in quota alla Masseria Cardone. Altro esponente della vecchia guardia e da sempre uno dei personaggi più ascoltati è Gennaro Cirelli così come lo era Antonio Errichelli, ucciso in un clamoroso agguato qualche anno fa. Stessa sorte toccata anche a Francesco Climeni, rinvenuto cadavere in una Smart nel Rione Kennedy. Un ruolo di ‘consigliore’ nel clan sarebbe invece ricoperto da Gianfranco Leva, arrestato qualche anno fa insieme allo stesso Teghemiè per il quale curava la latitanza. Un esercito vero e proprio, l’esercito di Maria ‘a piccerell.

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