Funerali Luciano De Crescenzo, il ricordo commosso degli amici: “Fu minacciato dalla camorra, ma non lo disse a nessuno”

I ricordi da Renzo Arbore, capace di suscitare nel giro di pochi istanti prima ilarità e poi commozione. Le letture da parte di Marisa Laurito, con il volto solcato dalle lacrime, dei brani del libro “Panta Rei’’. Gli omaggi degli attori di “Così Parlò Bellavista’’ e“Il Mistero di Bellavista’’ da Benedetto Casillo a Geppi Gleijeses passando per Marina Confalone. E poi l’affetto di napoletani cosiddetti comuni, a migliaia all’interno della chiesa di Santa Chiara. Il funerale di Luciano De Crescenzo, si trasforma in un momento di incontro tra gli artisti che celebrano l’ingegnere-filosofo e il popolo che continua ad amarlo. Per la scena del dialogo con Nunzio Gallo che interpretava un camorrista in “Così Parlò Bellavista’’, «Luciano De Crescenzo fu minacciato dalla camorra, ma lui non l’ha mai detto a nessuno» ricorda in chiesa Geppi Gleijeses, l’attore che nella pellicola del 1984 era Giorgio, il fidanzato della figlia di Bellavista.

Piene di sentimento le parole di Renzo Arbore, che aveva recitato con De Crescenzo nel film “Il papocchio’’. Rivolgendosi ad una gigantografia del maestro comparsa al fianco della bara, Arbore dice: «Il regalo più bello è l’applauso della tua Napoli. La Napoli che hai cantato non è quella del passato e della nostalgia, è quella che sopravvive agli intellettuali che non ti volevano bene». Arbore, tra le risate dei presenti, racconta un aneddoto legato ad una celebrazione per liquefazione del sangue di San Gennaro, quella del primo sabato di maggio, proprio alla chiesa di Santa Chiara. Era il periodo delle riprese de “Il Papocchio’’ e De Crescenzo chiese all’intero cast di recarsi ad assistere al miracolo. «Ero insieme a Luciano De Crescenzo e Roberto Benigni e ci eravamo accorti che il sangue non si scioglieva. Così Luciano ha chiesto a Benigni, che era comunista, “inginocchiati’’. Un momento dopo, il sangue si sciolse compiendo il miracolo. Non è una leggenda, ma la verità».

Poi il ritorno delle lacrime quando Arbore, piangendo, dice: «Adesso ti facciamo un regalo, il tuo popolo si scambia un segno d’amore». Oltre ad Arbore, al capezzale, alla camera ardente e al funerale di Luciano De Crescenzo c’è anche Marisa Laurito. L’attrice legge alcuni passi di “Panta Rei’’ emozionandosi diverse volte e poi, proprio come fatto da Arbore: si rivolge idealmente al maestro: «Mi hai illuminato la vita con la tua cultura e la tua intelligenza. Luciano, se c’è una resurrezione, voglio rinascere con te a Napoli. Siamo abitudinari». «Molto presto intitoleremo vico Belledonne a Luciano De Crescenzo», l’annuncio dell’assessore comunale alla Cultura Nino Daniele andando così a soddisfare un desiderio di De Crescenzo, secondo quanto raccontato dalla figlia Paola.