Dopo un mese e mezzo, ma soprattutto a pochi giorni dalla sua testimonianza in aula, per i genitori di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa dal suo ex fidanzato Alessio Tucci, cade la misura del divieto di avvicinamento ai familiari dell’imputato.
Oggi, infatti, il Tribunale del Riesame di Napoli ha disposto la revoca del divieto di avvicinamento (con braccialetto elettronico) emesso dal gip di Napoli Nord nei confronti di Marcello Carbonaro e Fiorenza Cossentino, rispettivamente padre e madre della ragazzina uccisa a colpi di pietra in un casolare abbandonato nei pressi dello stadio Moccia di Afragola.
Martina Carbonaro, revocato il divieto di avvicinamento ai genitori della 14enne uccisa dall’ex
La misura cautelare era stata emessa a fine luglio, dopo una serie di minacce rivolte ai familiari dell’imputato, reo confesso del brutale assassinio, a cui gli inquirenti contestano l’omicidio volontario pluriaggravato.
La difesa dei genitori della 14enne, rappresentata dall’avvocato Sergio Pisani, ha contestato i presupposti su cui era stato fondato il provvedimento, evidenziando come gli episodi alla base della misura cautelare fossero da ricondurre «a meri sfoghi di dolore e disperazione, più che a vere e proprie minacce, peraltro contestate nella forma aggravata». Il legale ha anche puntato il dito contro i limiti edittali del reato contestato per quel tipo di provvedimento cautelare.
Alcune delle minacce denunciate dalla famiglia Tucci si sarebbero verificate nei pressi delle loro abitazioni, mentre altre addirittura in tribunale, durante la prima udienza del processo nei confronti di Tucci. Pochi giorni fa, mamma Enza Cossentino aveva testimoniato a processo dinanzi alla Corte d’Assise di Napoli, ripercorrendo i giorni precedenti e le drammatiche ore delle ricerche subito dopo aver denunciato la scomparsa della ragazza. A quelle ricerche, che portarono i carabinieri a ritrovare il corpo senza vita di Martina sommerso da rifiuti nascosto nel casolare abbandonato, aveva partecipato lo stesso Tucci.


