“Il sole non si spegne con uno sparo”, il ricordo dei coniugi di Melito uccisi a Giugliano

“Il sole non si spegne con uno sparo”. Ricorre oggi il compleanno di Immacolata Assisi, uccisa brutalmente insieme al marito Luigi Simeone. La pagina Fb che ricorda la coppia In memoria di Luigi Simeone & Titty Assisi ha voluto ricordarla così, con una commossa dedica. Auguri ovunque tu sia illumina il cielo guidaci lontano sollevaci dal dolore e dal tormento……”

…..eppur si ce pens….dic ma è nu suonn o fantasi….ma Po quand' me facc vecchia aggia vere proprio si me stai…

Publiée par Lucia Giuseppe Giuliano sur Mardi 4 décembre 2018

Il processo

Il 12 aprile presso la Corte Suprema di Cassazione si terrà udienza pubblica nei confronti del detenuto Antonio Riano il quale ha richiesto ancora uno sconto di pena per la condanna rimediata in appello a 30 anni. “Ci appelliamo a tutte le istituzioni che la pena non venga ridotta per il semplice motivo che ad oggi dell’accaduto non si conosce alcuna VERITÀ che non ha portato una meritevole GIUSTIZIA chi ha aiutato il Riano a sollevare e scaraventare i corpi confidiamo nel verdetto della cassazione per far luce sulla tragedia che ci ha colpito”. scrivono i familiari delle vittime.

 

Il ricorso al terzo grado di giudizio arriva in maniera del tutto inaspettata. Riano, condannato a 30 anni di carcere, poco prima della sentenza in secondo grado, prese la parola e ammise tutti gli addebiti a suo carico, riuscendo ad evitare l’ergastolo.

Le prove contro Antonio Riano sono schiaccianti. Riano non aveva i mezzi economici per potersi permettere di portare a termine la contrattazione. Le insistenze della sua fidanzata (da qui il movente passionale, ndr) lo avrebbe portato in un vortice di errori e bugie che lo hanno portato alla condanna. Il fioraio, nell’aprile del 2015, chiese ai due di incontrarsi nella cava giuglianese. Lì poi furono ritrovati i corpi senza vita dei coniugi, li raggiunse nel taxi della vittima ed esplose i colpi inscenando un tentativo di rapina finita male. Inutili i tentativi di costruirsi gli alibi. Determinanti sono state le prove acquisite anche tramite perquisizione domiciliare dell’imputato: uno scontrino e una busta di spumante, probabilmente per festeggiare con la compagna l’avvenuto acquisto (fittizio) dell’appartamento sull’Appia.