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Fuorigrotta, 18enne armato e con la droga: il cugino fu ucciso e dato alle fiamme a Pianura

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È il cugino di Genny Ramondino, il giovane ucciso a Pianura e poi dato alle fiamme, il 18enne Emanuele Ramondino arrestato dalla Polizia a Fuorigrotta con l’accusa di detenzione illecita di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Un particolare che riporta alla memoria una delle vicende di sangue che più hanno scosso il quartiere negli ultimi anni.

La storia di Gennaro “Genny” Ramondino è una delle vicende più drammatiche che hanno segnato Pianura negli ultimi anni. Il 20enne fu ucciso nella notte tra il 31 agosto e il 1° settembre 2024 all’interno di un sottoscala di via Comunale Napoli, un luogo utilizzato come piazza di spaccio. Ramondino venne raggiunto da diversi colpi di pistola esplosi a bruciapelo e morì sul posto. Il suo corpo fu poi trasportato in una zona di campagna e dato alle fiamme nel tentativo di cancellare le tracce del delitto.

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Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, all’origine dell’omicidio ci sarebbero stati dissidi legati alla gestione dello spaccio e alla spartizione dei proventi delle piazze di droga. Particolarmente inquietante anche il rapporto tra la vittima e il presunto esecutore materiale: un ragazzo che conosceva Ramondino fin dall’infanzia e che, secondo la ricostruzione emersa nel procedimento, avrebbe agito su pressione di persone più grandi. Il minorenne successivamente ammise l’omicidio, sostenendo di essere stato manipolato da chi gestiva la piazza di spaccio.

È in questo contesto che assume particolare rilievo, oggi, la notizia dell’arresto del cugino di Ramondino: il 18enne è finito in manette in una vicenda distinta, dopo essere stato trovato in possesso di marijuana, hashish e cocaina, oltre che di un coltello e di 350 euro in contanti. Un nuovo episodio di cronaca che riporta il cognome Ramondino sulle pagine dei giornali, a un anno dall’omicidio di Genny.

Il giovane è finito in manette nella serata di ieri al termine di un controllo degli agenti del Commissariato San Paolo. I poliziotti, durante il servizio di controllo del territorio, stavano transitando in via Renato Carosone quando hanno notato il 18enne. Alla vista della pattuglia, il ragazzo si sarebbe dato alla fuga, liberandosi di qualcosa e lanciandolo tra la vegetazione.

Gli agenti lo hanno inseguito e bloccato all’interno di un parcheggio privato nel quale il 18enne si era introdotto. Durante la perquisizione è stato trovato in possesso di un coltello con la lama intrisa di sostanza stupefacente e di 350 euro in contanti, suddivisi in banconote di diverso taglio.

Poco dopo, gli operatori hanno recuperato anche ciò di cui il giovane si era disfatto durante la fuga. Tra la vegetazione sono stati trovati un pacchetto di sigarette contenente circa 20 grammi di marijuana, un contenitore con altri 8 grammi della stessa sostanza, un involucro di hashish e 14 involucri di cocaina, per un peso complessivo di circa 6 grammi. Rinvenuto anche diverso materiale ritenuto utile al confezionamento della droga.

Il 18enne è stato quindi arrestato per detenzione illecita di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e denunciato anche per porto di armi od oggetti atti ad offendere. È stato successivamente processato per direttissima.

Ora il nome della famiglia Ramondino torna dunque nelle cronache di Pianura, questa volta nell’ambito di un’altra vicenda giudiziaria e per l’arresto di un giovane di 18 anni trovato, secondo quanto ricostruito dalla Polizia, in possesso di diverse sostanze stupefacenti, denaro contante e un coltello.

 

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