Schiano come Cesaro, i giustizialisti del centrodestra lo vogliono fuori dalle liste

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Per anni è stato un binomio inscindibile della politica dell’area a nord di Napoli, condividendo esperienze partitiche e politiche e campagne elettorali. Cesaro-Schiano da Sant’Antimo a Qualiano, passando per tutti i comuni dell’area giuglianese, è stato un ticket vincente per oltre 20 anni. Stesso partito e stesse idee, fino al 2015 quando le loro strade si separano ed entrano in competizione. Cosa che sarebbe accaduto anche nel prossimo mese di settembre se le vicende giudiziarie.E(e la morale leghista) non avessero portato Armando Cesaro a fare un passo di lato in nome delle liste pulite. Un passo di lato che dalla tarda serata di ieri viene chiesto anche a Michele Schiano. Michele Schiano è, infatti, indagato per voto di scambio, la medesima accusa con la quale Cesaro Jr. è stato rinviato a giudizio nell’inchiesta che coinvolge anche il papà Luigi e l’ex Forza Italia Flora Beneduce.

Liste pulite, i giustizialisti del centrodestra ora vogliono Schiano fuori

Fermo restando la presunzione di innocenza, Michele Schiano è finito non soltanto nel mirino della magistratura per voto di scambio, ma anche della fronda giustizialista del centrodestra, che chiede al diretto interessato di chiamarsi fuori dalla competizione elettorale.

Michele Schiano indagato per voto di scambio

Schiano ha ricevuto un avviso di garanzia, insieme ad altre 26 persone (spiccano tra gli altri gli ex senatori Salvatore Marano ed Antonio Milo ed il consigliere comunale di Napoli Stanislao Lanzotti), dovendo rispondere di voto di scambio in merito alle amministrative partenopee del 2016.

Schiano e Cesaro, per la serie ‘c’eravamo tanto amati’

Dal canto suo l’ex sindaco di Qualiano non ha rilasciato dichiarazioni, facendo però trapelare ottimismo. Nonostante ciò il pericolo di finire sotto il ‘fuoco amico’ è concreto, al punto che in molti hanno giù evidenziato analogie tra la vicenda giudiziaria che vede coinvolto Armando Cesaro e quella che invece ha investito Michele Schiano.

Da anni i rapporti tra i Cesaro (Luigi ed Armando) e Schiano sono ai minimi termini, eppure in un passato non troppo lontano il senatore forzista era stato il principale sponsor dell’attuale esponente di Fratelli d’Italia.

Correva l’anno 2010 e Michele Schiano fece incetta di preferenze, facendo il suo ingresso a Palazzo Santa Lucia. Su Schiano e sull’attuale coordinatore regionale di Forza Italia Domenico De Siano puntò, infatti, Luigi Cesaro, con il quale i rapporti furono buoni fino alla primavera del 2015.

Lo strappo del 2015

In prossimità della elezioni regionali, Luigi Cesaro ‘scaricò’ Schiano gettando nella mischia il figlio Armando, poi risultato recordman di preferenze. Nonostante ciò il politico qualianese riuscì a migliorare il risultato di cinque anni prima (21.550 voti), strappando la riconferma in consiglio regionale ed iniziando la guerra ai suoi ormai ex sponsor.

Lo strappo tra i due si concretizzò all’alba della nuova consiliatura con Schiano rimasto a mani vuote dopo il quinquennio alla presidenza della commissione Sanità.

La rivincita di Schiano

L’ex fascia tricolore qualianese incassò, quindi, le decisioni dei Cesaro (per lui nessuna presidenza e presenza nel’ufficio di presidenza del consiglio regionale). Per poi passare al contrattacco il 29 gennaio del 2016, abbandonando l’aula ancor prima che venisse discussa la mozione di sfiducia al presidente Vincenzo De Luca, proposta da Armando Cesaro.

Liste pulite, nei guai per voto di scambio, per Schiano e Cesaro stesso destino?

Da lì iniziò un nuovo percorso politico per il consigliere regionale, che dopo aver sostenuto il governatore uscente in quota Scelta Civica, tornò sui suoi passi transitando per Noi con l’Italia, prima di trovare casa in Fratelli d’Italia. E sono proprio i vertici del partito di Giorgia Meloni che dovranno ora gestire una situazione quantomai complessa. Quelle che verranno saranno settimane calde per capire se Cesaro e Schiano anche in questa tornata elettorale saranno dalla stessa parte.

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