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mercoledì, Maggio 18, 2022
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«Ti faccio vedere chi sono», minacce all’agente in carcere: assolto il ras Fucito


Era accusato di aver minacciato un agente della Penitenziaria del carcere di Ascoli Piceno, istituto nel quale è attualmente detenuto. I fatti risalivano al luglio del 2020 e in quell’occasione Pasquale Fucito, narcos attivo nel Parco Verde di Caivano, sarebbe andato in escandescenza minacciando un agente e soprattutto paventando ritorsioni in caso di rapporto di quest’ultimi sul suo stato detentivo. Per quell’episodio la Procura aveva invocato quasi due anni di reclusione (un anno e otto mesi). Niente di fatto con Fucito che è stato completamente assolto. Eppure le accuse a suo carico erano ben circostanziate con il narcos che avrebbe proferito queste parole all’indirizzo di un agente:«Apri ti faccio vedere chi sono», «Se mi fai rapporto ti uccido», agente anche insultato «Questa immondizia di uomo». La notizia era stata anticipata nei giorni scorsi da Il Roma.

Le argomentazioni del legale di Fucito

Alla fine a spuntarla è stata la linea difensiva seguita dal difensore di Fucito, l’avvocato Rocco Maria Spina, che ha evidenziato che in quell’occasione mancava la condizione di procedibilità dal momento che la reazione di Fucito non è stata oggetto di una querela ma di un semplice rapporto di servizio. Nella memoria difensiva presentata dall’avvocato Spina in merito all’accusa di oltraggio (articolo 341 del codice di procedura penale), il legale ha evidenziato che l’accusa non era correttamente qualificata in quanto la frase oltraggiosa incriminata non ha raggiunto nessun’altra persona oltre l’agente. Affinchè sussista infatti il reato di oltraggio devono presentarsi diverse condizioni: mancando anche solo una di queste il reato non sussiste. In particolare tra le condizioni mancanti sussiste la presenza di terze persone. Tutte motivazioni che hanno spinto i giudici ad assolvere Fucito e ad accogliere in pieno le argomentazioni del suo legale. Non sono mancate altre ‘buone notizie’ per il ras del Parco Verde: nel processo che si sta celebrando a Nola la madre, Antonietta Ruggiano, è stata assolta dall’accusa di associazione (processo che si svolge con rito ordinario, Fucito fu già assolto con rito abbreviato). Anche la donna è assistita dall’avvocato Rocco Maria Spina.

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