«Nella cartella clinica mancano i riferimenti temporali: non sappiamo quando è stato espiantato il cuoricino di Domenico e come si sono svolte le varie fasi del trapianto».
È questo il punto sollevato dalla famiglia del bambino di due anni e mezzo morto dopo sessanta giorni dal trapianto eseguito all’Azienda Ospedaliera dei Colli – Ospedale Monaldi di Napoli.
Attraverso il proprio legale, l’avvocato Francesco Petruzzi, i familiari chiedono chiarezza su quella che definiscono una lacuna documentale rilevante: l’assenza di indicazioni precise sugli orari delle diverse fasi, dall’espianto dell’organo fino all’intervento chirurgico.
Per la difesa, la ricostruzione cronologica rappresenta un elemento centrale per comprendere se la catena del prelievo, del trasporto e dell’impianto sia stata rispettata secondo protocollo. Senza una scansione temporale dettagliata, sostengono, diventa complesso verificare la correttezza dei passaggi clinici e organizzativi.
La Procura di Napoli ha aperto un fascicolo per accertare eventuali responsabilità. Gli indagati, allo stato, sono da considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.
