Sarebbe stato il messaggero del clan ossia colui incaricato di veicolare all’esterno i messaggi del boss Nicola Rullo, detenuto in regime di carcere duro. Con queste accuse è stato raggiunto da un decreto di fermo il ras dell’Arenaccia Roberto Murano, considerato il braccio destro di ‘o nfamone.
Dovrà rispondere di associazione mafiosa e del pestaggio di un uomo che avrebbe importunato alcune donne vicine alla cosca.
Clan Contini sotto assedio, fermato il braccio destro del boss Rullo
Rullo, in particolare, secondo l’accusa, in vista delle battute finali del processo che lo vede imputato per sequestro di persona, avrebbe cercato di condizionare la decisione finale. Dalla lettura delle carte però si parlerebbe di un accordo “per dire la verità” che riguarderebbero Giuseppe Moffa e Gabriele Esposito. In particolare si evincerebbe che Esposito “era fuori” e Moffa “dentro”. Nell’udienza di ieri i pubblici ministeri Converso e Varone hanno depositato le nuove intercettazioni cui si è opposto il collegio difensivo (composto tra gli altri dagli avvocati Leopoldo Perone e Domenico Dello Iacono), acquisizione accettata dal legale di Esposito, l’avvocato Roberto Saccomanno. Secondo l’accusa invece Rullo, grazie a Murano, avrebbe cercato di condizionare la decisione finale veicolando il messaggio all’esterno proprio tramite Murano incontrando però l’opposizione di Moffa che non avrebbe accettato il ruolo di ‘vittima sacrificale’.
In concomitanza al decreto di fermo eseguito a carico di Murano ieri sono scattate anche perquisizioni a carico di tredici indagati accusati di associazione e favoreggiamento.


