Napoletani scomparsi, sciopero della fame e protesta fuori al Parlamento

Corteo a Roma e sciopero della fame per i napoletani scomparsi in Messico. “La politica dimentica i suoi figli ma non la poltrona” recita lo slogan di protesta delle famiglie di Antonio Russo, Raffaele Russo e Vincenzo Cimmino.

IL CORTEO A ROMA

Lo scorso 27 aprile è stata organizzata a Secondigliano da familiari e amici dei dispersi una fiaccolata in onore dei ‘fratelli’. Dopodichè, oggi nella capitale italiana un nuovo impulso significativo nei confronti delle autorità italiane. Sotto palazzo Montecitorio, i manifestanti hanno gridato ancora giustizia per Cimmino e i Russo (IL VIDEO DELLA PROTESTA). “Un paese che non ci tutela” – hanno disperatamente ripetuto in strada durante il corteo.

I FRATELLI NAPOLETANI ABBANDONATI DALL’ITALIA

I parenti dei ‘desaparecidos’ hanno sollecitato più volte il governo italiano ad intervenire concretamente nelle indagini sul caso. Le tracce di Antonio, Raffaele e Vincenzo si sono perse lo scorso 31 gennaio. Oltre 100 giorni, dunque, di sconforto, di speranze vanificate, di disperazione per le famiglie, le quali si sentono completamente abbandonate dallo Stato italiano. “Oggi , 15 maggio, la nostra famiglia si e’ recata a Montecitorio, in sciopero della fame. Per chiedere la verità’ sulla scomparsa dei nostri familiari, in Messico – ha detto Francesco Russo, figlio e fratello degli scomparsi. Abbiamo ottenuto un incontro immediato con la segreteria del presidente della camera Roberto Fico. Ci hanno ascoltato per più di un’ora, promettendo un secondo incontro a strettissimo giro. La nostra famiglia ripone la massima fiducia nella serieta’ del presidente Fico e lo ringrazia per la sua disponibilita’.

LE INDAGINI

Sono trascorsi tre mesi prima che l’antimafia iniziasse ad indagare sul drammatico caso dei nostri tre connazionali. I napoletani sono svaniti nel nulla dopo aver mandato alla famiglia misteriose note audio in cui affermavano di essere stati fermati dalla polizia locale e di trovarsi sotto scorta verso un luogo imprecisato. La moglie e un figlio di dei tre dispersi sono stati ascoltati dal Giudice incaricato del caso.  Secondo quanto trapela, i familiari dei tre scomparsi sono stati interrogati in merito alle attività svolte a Napoli e in centro America da Raffaele e Antonio Russo e da Vincenzo Cimmino.