Napoli, De Laurentiis tuona: “Negli stadi italiani si spaccia droga. Curve? Non c’è tifo sano”

“Io il San Paolo l’ho definito un cesso, sono arrivato secondo con 10 punti sulla terza:
l’Udinese rischia di retrocedere con lo stadio nuovo, il Sassuolo che fa? Il Tottenham ha
giocato in uno stadio fatto da altri, il calcio inglese ha avuto la Thatcher che è una santa, in
Italia il ministro dell’interno si nasconde da 20 anni, nei nostri stadi si spaccia cocaina. Tifo
sano nelle curve? No! Non possono nemmeno sedersi dove hanno il loro posto, ci sono 3-400 persone che scrivono contro. Mi scrissero contro perchè presi Sarri, fu una intuizione da parte di chi digeriva calcio meno di altri. Adesso ne parlano tutti, ma quando l’ho preso mi hanno scritto i manifesti contro. L’unico ministro dell’Interno che si fece sentire, fu quello dei tornelli.
Su mio intervento, Renzi ed Alfano fecero un regolamento innovativo: nel 2014 si poteva
daspare anche chi aveva fatto determinati reati negli ultimi cinque anni. Perché devono
essere daspati, quando poi i Questori si cacano sotto di daspare? Il biglietto
automaticamente non deve essere proprio emesso. Gli steward? Alcuni sono accazzimmati
con la malavita”.

Lo ha dichiarato il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis nel corso del forum ‘Il calcio che vogliamo’ organizzato dal Corriere dello Sport a Roma.

Il presidente azzurro, ha poi aggiunto: “Il Napoli non ha un solo euro di debito nei confronti delle banche, ma nel calcio italiano qualcosa non funziona. Non si può permettere a qualcuno di spendere più di quanto fattura, bisognerebbe far luce e lo dico a Gravina che si è appena insediato: come si può far ripartire i campionati con gente che ha dei debiti e continua a indebitarsi? Come si fa ad avere dei media che incitano a spendere di più per comprare i grandi giocatori?”.

“Il calcio non è più uno spettacolo per giovani, ma per vecchi. Il nostro calcio è pieno di tattica, in Champions con City-Tottenham eravamo tutti eccitatissimi: la Juventus ha 13 punti sul Napoli, noi abbiamo 10 punti sull’Inter e 14 su Inter e Roma, significa che c’è qualcosa che non funziona – ha aggiunto il patron del club partenopeo – La più grossa cazzata del mondo è comprare giocatori e poter fare solo tre cambi. Ma chi l’ha detto? Chi l’ha scritta questa regola? Siamo industriali o no? Vogliamo innovarci o no? Vogliamo essere dipendenti da Fifa e Uefa oppure solo al mondo del calcio?”.