“Nessun allarme, ma le indagini sono in corso”. È un ottimismo cauto quello di Alessandro Perrella, direttore dell’Unità operativa malattie ad alta contagiosità dell’ospedale Cotugno di Napoli, in merito ai casi di meningite che hanno scosso la città.
Sono tre i ricoverati nel presidio dei Colli, tutti della zona di Chiaia.
“Nessun allarme ma stiamo indagando”, il Cotugno rassicura sui casi di meningite
“L’ultimo arrivato è in terapia intensiva, come da protocollo – spiega Perrella – Gli altri due sono in ricovero ordinario e le condizioni sono buone. Al momento non possiamo parlare di focolaio. È vero che i soggetti appartengono allo stesso ambito di socialità, ma se due sono venuti a contatto il terzo non ha nessun contatto che lasci pensare a un focolaio. A ogni modo, ci sono indagini in corso sia del Cotugno che dell’Asl Napoli 1”.
In città è esplosa una sorta di psicosi, una scuola della Sanità è stata chiusa. Per warrella, però, l’allarme non è giustificato: “Affrontiamo gli stessi casi di meningite degli anni passati, per noi si tratta di routine. Nulla che ci faccia pensare a un picco di episodi. Si è creata una bolla mediatica non giustificata. Approfittiamo di questa occasione per ricordare l’importanza della vaccinazione, anche quella contro la meningite”. L’esperto tratteggia i sintomi della malattia: “Febbre alta che resiste ai normali antipiretici, dolori articolari, infezioni severe della mastoide e dell’orecchio, focolai polmonari, sinusiti croniche”.
Presunti focolai di meningite a Napoli, arriva la smentita dal Cotugno


