Enrica Bonaccorti per tanti anni è stata uno dei volti più popolari della televisione italiana: passata prima dalla radio, poi al piccolo schermo, da Rai a Mediaset e finendo anche a Sky,
In tanti la ricorderanno insieme a Piero Badaloni, nei primi anni ’80 alla conduzione di Italia Sera, ma anche per aver sostituito Raffaella Carrà a “Pronto Raffaella?” (che con la sua conduzione diventò “Pronto chi gioca?”).
Dalla chiamata di Berlusconi alla conduzione di “Non è la Rai”
In una sua recente intervista al Corriere della Sera, aveva raccontato proprio quella pagina della sua carriera, pochi anni prima di passare poi a Fininvest insieme ad altri pezzi da 90 della Rai, nella prima vera ‘campagna acquisti’ dell’emergente gruppo di Silvio Berlusconi.
«Fui scelta per disperazione – racconta Enrica – era disperata la Rai ed ero disperata io. Mi fecero incontrare Gianni Boncompagni ma lui mi “tranquillizzò” a modo suo: “Non ti preoccupare, tanto andrà tutto malissimo”. Non conoscevo ancora la sua ironia».
A fine 1991, fu proprio lei ad essere chiamata a condurre quello che diventò poi un programma simbolo di quegli anni, “Non è la Rai”, una delle trasmissioni più seguite di sempre sui canali Fininvest.
Ma di quegli anni è anche il caso del cruciverbone: durante una puntata una concorrente, Maria Grazia, diede la soluzione (“Eternit”) prima ancora che arrivasse la definizione. Bonaccorti impazzì di rabbia in diretta per la truffa: «Mi ferì molto, la mia reazione fu forse eccessiva ma non la rinnego, non potevo passarci sopra. Qualcuno mi disse che avrei potuto “glissare”, certo la mia reazione non aiutò i rapporti e la mia carriera fece un testacoda. Ma come si dice, il nostro destino è il nostro carattere».
Enrica Bonaccorti e il “caso Eternit”, lo scandalo in diretta tv durante “Non è la Rai”
“Lasciai Non è la Rai perché non mi sentivo più amata”
Secondo Enrica, “Non è la Rai” oggi non si potrebbe trasmettere con serenità: «Direi che sarebbe meglio evitare. In quest’epoca di social e di cattiveria sarebbe un massacro. L’allegria e la leggerezza sembrerebbero provocazione di minorenni scatenate che secondo me invece rappresentavano solo l’energia e la joie de vivre della gioventù».
Quanto ai motivi che la portarono a lasciare: «Un po’ per concomitanze anche personali e un po’ perché non mi sentivo più a mio agio, non mi sentivo più amata».

