Potrebbe esserci uno ‘sgarro’ o un debito legato al sottobosco criminale dei traffici di droga dietro il ferimento di Amedeo D’Aiello, il 32enne ferito la scorsa notte in via Cannavino a Pianura. L’uomo ha riferito agli investigatori della squadra investigativa del commissariato di Pianura (guidati dal dirigente Arturo De Leone e dall’ispettore Ernesto Lepre) di essere stato avvicinato da due uomini che hanno tentato di effettuare una rapina. Al suo rifiuto questi per tutta risposta gli avrebbero sparato ad una gamba. Un racconta che non convince affatto gli investigatori se non fosse per i ‘trascorsi’ di D’Aiello: l’uomo, infatti, in passato era vicino ai Pesce-Marfella e non si esclude che possa aver fatto una ‘scelta di campo’ entrando nel mirino di fazioni avverse o che possa aver maturato un debito negli ambienti dello spaccio. La versione fornita ai poliziotti all’ospedale San Paolo, dove D’Aiello è stato portato, dovrà essere accertata nuovamente.

La situazione criminale a Pianura

Pianura infatti è da tempo teatro di tensione tra i gruppi ritenuti vicini ai Calone, con l’incognita del ras Maurizio Legnante ‘o talebano, e quelli vicini ai Carillo. Nei mesi precedenti Carillo era infatti attribuito come particolarmente vicino al ras del Rione Traiano. La vicinanza tra i due era interpretata soprattutto in chiave anti-Calone, gruppo egemone nella zona di via Comunale Napoli. Scenario totalmente cambiato nelle ultime settimane con Legnante visto ‘camminare insieme’ ad elementi vicini ad Antonio Calone e Carillo palesemente isolato. Forse questo particolare, insieme alla voglia di rivalsa del giovane ras di via Evangelista Torricelli, potrebbero spiegare il doppio agguato subito dal suo gruppo. Gli investigatori, indagini affidate agli uomini del commissariato di Pianura ipotizzano che lo scontro in atto nel quartiere è entrato in una nuova fase. Una fase in cui le vecchie alleanze e i vecchi accordi sarebbero definitivamente saltati.

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