Ferdico è stato condannato a otto anni di reclusione con rito abbreviato nell’ambito dell’inchiesta “Doppia Curva”, che ha fatto emergere un sistema di attività illecite legate agli ambienti ultras di Inter e Milan. L’ex leader della tifoseria nerazzurra è inoltre imputato a Milano, insieme ad altre quattro persone – tra cui il padre – per il presunto coinvolgimento nell’organizzazione dell’omicidio di Vittorio Boiocchi.
Nel filone milanese dell’indagine coordinata dalla procura di Catanzaro, Ferdico risponde anche di associazione mafiosa e traffico di stupefacenti. Secondo gli inquirenti, avrebbe avuto un ruolo chiave nella distribuzione della droga nel Nord Italia, tanto da essere soprannominato “il calciatore” dai vertici della cosca, come riferito dal procuratore Salvatore Curcio.
Le indagini della Direzione distrettuale antimafia hanno ricostruito un vasto traffico di sostanze stupefacenti provenienti da una ’ndrina del Vibonese e diretti verso regioni come Piemonte, Emilia-Romagna e Lombardia, dove la gestione sarebbe stata affidata proprio a Ferdico. Nel corso dell’operazione, la polizia ha sequestrato oltre 410 chilogrammi di marijuana, un chilo e mezzo di cocaina, oltre ad hashish ed eroina, insieme a un arsenale composto da quattro pistole, tre revolver e una mitragliatrice.
Il traffico di droga rappresentava la principale fonte di sostentamento per la cosca di Ariola, utilizzata anche per alimentare un sistema di assistenza illegale destinato alle famiglie degli affiliati detenuti. Le articolazioni della ’ndrangheta coinvolte nell’inchiesta fanno capo alle famiglie Emanuele e Idà, gruppi criminali che operavano in stretta collaborazione esercitando un controllo capillare sul territorio.

