Il tribunale della camorra aveva già emanato la sua sentenza. Vittima designata un uomo che aveva intrecciato una relazione extraconiugale con la moglie di un ras del clan detenuto. Un affronto che il gruppo criminale di appartenenza non poteva nè voleva tollerare. Luigi Rignante, affiliato al clan Abbinante di Scampia, ha deciso di collaborare con la giustizia. Dell’uomo si erano perse le tracce già da alcune settimane, ma in realtà Rignante non si era allontanato da Napoli per sfuggire a una possibile vendetta della cosca con base tra il rione Monterosa ma perchè aveva iniziato a parlare con i magistrati. La notizia è stata riportata da Il Mattino. Due mesi fa erano stati arrestati Antonio Abbinante, suo nipote Raffaele, Antonio EspositoSalvatore Morriale e Paolo Ciprio.

La sentenza di morte degli Abbinante

I vertici della cosca del Monterosa, dopo aver appreso che uno dei propri affiliati, appunto Rignante, aveva intrecciato una relazione clandestina con la moglie di un altro affiliato detenuto, avevano deciso di eliminarlo e farne sparire il cadavere. L’assassinio era stato deciso ed era stata persino scavata la fossa dove occultare il cadavere, a Marano. Provvidenziale fu l’intervento degli uomini della squadra mobile che fecero in tempo ad arrestare gli organizzatori di quella che doveva essere la classica ‘lupara bianca’.

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