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Omicidi Tufano e Durante, un filo rosso lega i due raid a Napoli

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C’è un filo rosso che lega le morti di Emanuele Durante e di Emanuele Tufano. Il dettaglio è emerso nell’ultima indagine che ha colpito il clan Sequino-Savarese, coordinata dalla Procura di Napoli diretta da Nicola Gratteri.

L’omicidio del 20enne non sarebbe stato solo il frutto della vendetta del gruppo criminale dei Pellecchia, bensì un atto dimostrativo dato dal clan Sequino agli abitanti della Sanità. Infatti quel raid armato avrebbe avuto come obiettivo il ripristino della credibilità e dell’immagine della cosca, offuscata dalla morte del giovanissimo nipote del boss avvenuta il 24 ottobre 2024. Secondo gli inquirenti, Durante avrebbe partecipato alla sparatoria notturna nella quale morì Tufano.

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La morte di Emanuele Durante 

Il 15 marzo 2025, Emanuele Durante è stato ucciso da Salvatore Pellecchia e Alexandr Babalyan, entrambi erano legati al clan Sequino. Un importante boss della Sanità avrebbe detto ai parenti del 20enne che il gruppo Pirozzi non era coinvolto nell’omicidio e che nulla sapeva dell’agguato: “Tuo figlio non doveva morire non si meritava quello che gli hanno fatto però ti giuro che Noi non sapevano niente. Né io né il Picuozzo“.

La tesi della Procura di Napoli: “Durante scelto come capro espiatorio” 

 

Gli arresti contro il clan Sequino-Savarese

Stamattina è stato inferto un duro colpo al clan Sequino-Savarese. Si tratta del gruppo che aveva la sua roccaforte in via Gradini San Nicandro dalla quale voleva imporre il suo controllo criminale nel quartiere Sanità. Tra il 2024 e il 2025, il clan si è scontrato con la famiglia dei Vastarella attraverso diversi raid armati uno dei quali è culminato nell’omicidio Tufano. Il 15enne non aveva precedenti penali né era vicino ad ambienti criminali, ma, come ricostruito dalla Procura di Napoli, la madre di Tufano è la sorella di un esponente di spicco del clan Sequino.

I nomi degli arrestati nel blitz contro la mala della Sanità

Stamattina Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli, retta da Nicola Gratteri, nei confronti di 8 persone. Sono indagati, a vario titolo, di porto e detenzione illegale di armi da fuoco e munizionamento aggravati dalla finalità mafiosa.

Colpo ai Sequino-Savarese, 8 arresti contro il clan della Sanità

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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