Stamattina è stato inferto un duro colpo al clan Sequino-Savarese. Si tratta del gruppo che aveva la sua roccaforte in via Gradini San Nicandro dalla quale voleva imporre il suo controllo criminale nel quartiere Sanità. Tra il 2024 e il 2025, il clan si è scontrato con la famiglia dei Vastarella attraverso diversi raid armati uno dei quali è culminato nell’omicidio di Emanuele Tufano. Il 15enne non aveva precedenti penali né era vicino ad ambienti criminali, ma, come ricostruito dalla Procura di Napoli, la madre di Tufano è la sorella di un esponente di spicco del clan Sequino.
L’omicidio di Emanuele Tufano, le immagini della tragica notte
I nomi degli arrestati nel blitz contro la mala della Sanità
I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli, retta da Nicola Gratteri, nei confronti di 8 persone. Sono indagati, a vario titolo, di porto e detenzione illegale di armi da fuoco e munizionamento aggravati dalla finalità mafiosa.
In manette sono finiti i ras Ciro Esposito, detto ‘o Macall, e Salvatore ‘Sasillo’ La Salvia. I due potevano contare anche sugli affiliati Luis Antonio Amodio, Alexandr Babalyaan, Gennaro De Marino, Francesco Pio Massaro, Danilo Peraino e Ivan Zinzi.
Le armi del clan Sequino-Savarese
Le articolate indagini sviluppate tra il 2024 e il 2025 dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Napoli, anche mediante attività tecniche, coordinate dalla DDA partenopea, hanno consentito di acquisire gravi indizi contro la mala della Sanità. Gli indagati avevano molte armi per consolidare il potere del clan Sequino-Savarese e il controllo criminale del quartiere. Accertati la detenzione e il porto illegale delle armi, infatti queste sono state ritrovate nei covi.
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