Ergastolo cancellato per Francesco Favella ‘o cecc, storico esponente del clan Moccia. Il ras era imputato in quanto indicato come esecutore materiale dell’omicidio di Vincenzo Siervo consumatosi nel gennaio del 1998.
Accusato di un omicidio di 28 anni fa, ras dei Moccia condannato a 30 anni in Appello
La svolta è avvenuta dinnanzi alla Corte d’Assise d’appello di Napoli (IV sezione) ha rideterminato la pena stabilita in primo grado cancellando l’ergastolo e condannando Favella a trent’anni. Favella, difeso dall’avvocato Claudio Davino, ha ottenuto il riconoscimento delle attenuanti generiche.
“L’uccisione di Vincenzo ‘o paccon‘ – come si legge nel provvedimento cautelare del Gip – ha segnato la storia della criminalità organizzata napoletana¸ avendo dato inizio alla faida, sino a quel momento latente, tra il clan Mazzarella e il cartello camorristico dell’Alleanza di Secondigliano che intratteneva “buoni rapporti” con il clan Moccia. Proprio in tale contrapposizione va ricercata la genesi dell’omicidio Siervo. Inoltre, per il clan Moccia l’uccisione di Siervo era divenuta strategica in quanto lo stesso, uomo dei Mazzarella si era trasferito a vivere a Casoria, territorio dove da sempre opera il clan Moccia e dunque la sua presenza e la sua operatività erano quanto mai sgradite”.
Alcuni collaboratori di giustizia indicavano inoltre Siervo come partecipante ai gravi fatti passati alla storia come la strage del mercato ortofrutticolo di Casoria, del settembre 1990, in cui, tra gli altri, perse la vita un ragazzino di 11 anni.

