L’omicidio di Fabio Ascione sarebbe stato preceduto da una rissa tra giovanissimi di Ponticelli e altri provenienti dalla provincia. Vi sarebbe anche un nome sul taccuino degli inquirenti, che in questi giorni hanno ascoltato diverse testimonianze arrivando a individuare un potenziale colpevole. Il condizionale è d’obbligo, ma da alcune indiscrezioni filtrate pare che nel gruppo che ha aperto il fuoco vi fosse un minorenne, componente del gruppo che avrebbe individuato, presso il bar dove è stato colpito Ascione, un altro giovane protagonista di una rissa o di uno sconfinamento. Un triste gioco del destino.
Le indagini sono affidate al sostituto procuratore della Dda Alfredo Gagliardi, che sta coordinando le attività dei carabinieri, i quali hanno già da giorni escluso il coinvolgimento del 20enne in dinamiche criminali. Fabio Ascione, di ritorno dal bingo di Cercola, dove lavorava, voleva solo fermarsi a mangiare un cornetto prima di rientrare a casa. Sulla sua strada ha però incrociato il commando, che lo avrebbe scambiato per qualcun altro o per un altro ragazzo che poco prima sarebbe transitato nel luogo in cui Ascione è stato colpito.
