Oltre mezzo secolo di carcere per i minori finiti a processo per la morte di Emanuele Tufano il 15enne ucciso in un conflitto a fuoco nei pressi di Corso Umberto. Il gip del tribunale dei Minori Umberto Lucarelli ha stabilito la condanna più pesante con i 17 anni e quattro mesi per F.F., mentre 15 anni e quattro mesi sono stati inflitti a M.V. e 12 anni a G.G. Quest’ultimo rischiava 16 anni e otto mesi ma il suo legale, l’avvocato Domenico Dello Iacono, è riuscito a spuntarla con una pena inferiore alla richiesta e con il riconoscimento dell’attenuante della minore età prevalente sulle aggravanti. I tre facevano tutti parte del gruppo della Sanità. Riguardo invece l’altra paranza, quella di piazza Mercato il giudice del tribunale dei Minorenni ha inflitto 8 anni a A.F., 7 anni e quattro mesi per G.M. e sempre 7 anni e quattro mesi per A.P. per il quale il pubblico ministero aveva chiesto 11 anni e quattro mesi: i suoi legali, gli avvocati Mauro Zollo e Roberto Saccomanno, sono riusciti a ridimensionare la sua posizione. Il giudice ha escluso per tutti le aggravanti dei motivi futili e abietti, ma ha negato il riconoscimento delle generiche. Nel collegio difensivo anche gli avvocati Sergio Lino Morra e Valerio Esposito.
Dalla morte di Emanuele Tufano all’omicidio di Emanuele Durante
L’omicidio di Emanuele Tufano ha avuto come ‘conseguenza’ un altro delitto, la morte di Emanuele Durante, ritenuto colui che aveva tradito i ragazzi della Sanità. E così nel maggio scorso erano scattati sedici arresti per i due delitti. Sul fronte Tufano la ricostruzione chiarì che il gruppo capeggiato da giovani orbitanti nel clan Sequino si incrociò, nel corso di un’incursione armata, con ragazzi del Mercato capeggiati da Gennaro De Martino. Ne seguì un terribile conflitto a fuoco nel corso del quale Tufano perse la vita. La svolta nelle indagini era arrivata a maggio dello scorso anno, quando carabinieri e polizia eseguirono in una sola notte sedici arresti per i due omicidi: gli inquirenti hanno individuato in tempi piuttosto brevi i componenti dei gruppi armati entrati in azione il 24 ottobre 2024, giorno della morte del minorenne, e i due autori dell’agguato del 15 marzo 2025 al 20enne di Forcella, che un mese prima aveva detto alla madre una frase inquietante: «Mamma, morirò presto, non dimenticartelo». Erano stati gli investigatori della sezione Omicidi della Squadra mobile a chiarire retroscena e fase esecutiva dell’omicidio di Emanuele Tufano. Mentre sull’agguato mortale teso a Emanuele Durante in via Santa Teresa degli Scalzi, davanti agli occhi della fidanzata, hanno lavorato i carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto territoriale. Telecamere e intercettazioni telefoniche e ambientali con microspie in questura e in caserma hanno permesso di individuare i maggiorenni Cristian Scarallo e soci nel gruppo nell’orbita dei Sequino che si spinse quella sera nel rione Mercato trovandosi alle spalle Gennaro De Martino e tre minorenni. Per Tufano, colpito da un proiettile, non ci fu alcuna possibilità di scampo.
