Dopo l’ergastolo inflitto all’ex boss Alessandro Giannelli (poi pentitosi) e una raffica di condanne per l’omicidio di Rodolfo Zinco, omicidio avvenuto nell’aprile del 2015, nuova svolta grazie anche ai recenti pentimenti che hanno movimentato la mala flegrea. I carabinieri dei Nucleo Investigativo di Napoli hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare applicativa della custodia, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di Ciro Pauciullo gravemente indiziato dei reati di concorso di persone in omicidio premeditato e detenzione e porto illegale di arma da fuoco aggravati dal metodo e dall’agevolazione mafiosa.
Le complesse ed articolate indagini, condotte in più fasi dal 2017 al 2025 dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Napoli e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli, sviluppate anche mediante massive attività tecniche, nonché valorizzando le dichiarazioni convergenti di alcuni collaboratori di giustizia, hanno consentito di individuare il presunto killer del ras soprannominato ‘o gemello, ucciso attraverso l’impiego di un’arma da fuoco calibro 9, avvenuto e di accertare, quale movente, la volontà del clan Giannelli a cui era riconducibile l’autore del reato, nella contrapposizione armata per il controllo del territorio, di uccidere la persona offesa in quanto ritenuta il gestore di attività criminali nel quartiere di Bagnoli, nella zona occidentale di Napoli, in contrasto quindi con gli interessi del gruppo criminale capeggiato dallo stesso Giannelli che voleva dunque affermarsi come unico referente locale.

