“Paolo Di Lauro fece uccidere un carabiniere, si tolse il sassolino dalle scarpe”, Tamburrino rivela la confidenza di Marco Di Lauro

Parla anche dell’omicidio che sarebbe stato effettuato dal clan Di Lauro, ma senza dare ulteriori dettagli in merito, il pentito Salvatore Tamburrino. In uno dei verbali, rispondendo alle domande del pm della DDA di Napoli Maurizio De Marco sulla sua carriera criminale ha dichiarato: “Nel 1995-96 mi sono avvicinato a Ciro Di Lauro lo frequentavo, io abitavo a pochi metri da casa loro. Ciro era u ragazzo come me, girava con macchine di lusso e faceva la bella vita. Dopo un po’ ho cominciato a frequentare Marco di Lauro  all’inizio mi occupavo delle piccole faccende, cercava intestatario per le sue auto, tra cui una Porsche”.

Poi Tamburrino racconta come diventò l’uomo di fiducia di Marco Di Lauro: “Poi ho iniziato a gestire qualche piazza di spaccio per Marco Di Lauro, nel 1997-98, la piazza di via Ciro Improta, e la custodia dello stupefacente e delle anni la faceva un mio zio,in un garage a via Monte Nero. Poi diventai l’uomo di fiducia di Marco Di Lauro e lui  mi portava sempre dal fratello Cosimo. Quest’ultimo, essendo il primogenito, comandava i gruppi di ragazzi, ed anzi le piazze di spaccio erano di proprietà proprio dei figli anche se Paolo Di Lauro era libero sul territorio. Da questa piazze uscivano anche le quote per altri affiliati”. Poi la rivelazione sull’omicidio di un carabiniere, tesi naturalmente tutta da confermare. “Marco mi raccontò cose molto delicate, tra cui l’omicidio voluto da Paolo Di Lauro di un carabiniere o di un poliziotto, dopo l’arresto del patrigno di  Paolo che morì. Paolo Di Lauro aspettò molto tempo, poi fece uccidere il carabiniere, si ‘tolse il sassolino dalle scarpe”.