Calvizzano, il viaggio della speranza del piccolo Pietro: «In Georgia per rinascere»
Calvizzano, il viaggio della speranza del piccolo Pietro: «In Georgia per rinascere»

Pietro Gala è un bambino di 8 anni e vive a Calvizzano insieme alla sua famiglia. A distanza di due anni e mezzo dalla sua nascita, i genitori iniziano a notare comportamenti ‘insoliti’ scoprendo, dopo tanti consulti medici, che il figlio è affetto da disturbi dello spettro autistico.

Circa un mese fa, il piccolo Pietro insieme alla famiglia, è partito per la Georgia dove è stato sottoposto ad un delicato intervento che stimolerebbe il sistema nervoso a produrre i neuroni mancanti. Abbiamo parlato con la madre, che ha voluto raccontarci la storia di Pietro sin dall’inizio.

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La storia ed il viaggio in Georgia

Fino all’età di due anni, Pietro non ha mai manifestato problemi. Poi ci siamo accorti di diversi particolari, dai disturbi comportamentali al fatto che quando lo chiamavamo non rispondeva. Ogni dottore ci dava una diagnosi diversa, non erano mai uguali. Qualcuno parlava di ritardo dello sviluppo motorio, altri di autismo. Abbiamo anche tentato la cura a base di cannabis, ma niente da fare. Poi, col passare del tempo, si è scoperto che mancavano diversi neuroni al cervello. Ci eravamo arresi, ma soltanto dopo ci hanno dato una speranza: eravamo andati in Puglia, dove abbiamo conosciuto una persona con una storia simile alla nostra. Suo nipote, infatti, era tanto migliorato dopo essersi sottoposto ad un intervento in Georgia. Contattiamo il medico, ma riceviamo risposta soltanto dopo diversi mesi, a gennaio. Ci hanno richiesto diversi esami: c’era una speranza, anche se il dottore aveva specificato che era in fase di sperimentazione. Bisognava prelevare il midollo osseo ed estrarre le cellule staminali per essere iniettate nella colonna vertebrale al fine di stimolare il sistema nervoso a produrre i neuroni mancanti. L’operazione è durata dalle 4 alle 5 ore, ma vederlo in quel lettino ci ha fatto un po’ male“.

Il post-operazione 

Qualsiasi genitore deve dare la speranza di vivere al proprio figlio. Sicuramente dopo l’operazione non ci aspettavamo che Pietro guarisse del tutto, perché c’è un percorso da fare che dovrebbe durare dai 5 agli 8 mesi. Grazie a questo mio figlio potrà avere una vita normale al 70-80%, rispetto alla percentuale prima dell’operazione  pari al 10%. Ultimamente è diventato difficile convivere con il problema visti i comportamenti. Una dottoressa sta seguendo la riabilitazione che potrà durare, in realtà, anche fino a 9 mesi.”

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Sulla raccolta fondi per Pietro…

L’intervento l’abbiamo fatto grazie alla solidarietà di persone veramente importanti. Premetto che siamo stati chiamati il 28 gennaio, ed io ho pensato in quel momento di non poter mai riuscire a racimolare la cifra richiesta entro la fine di febbraio. Certo, a Pietro non manca da mangiare ma era comunque una cifra quasi insostenibile. Sentendomi disperata sono andata da don Ciro Tufo, parroco di Calvizzano: gli ho portato i documenti, ma lui non li ha neanche visti e mi ha subito offerto aiuto. Abbiamo aperto una piattaforma di raccolta fondi e i sindaci di Qualiano (Raffaele De Leonardis) e di Calvizzano (Giacomo Pirozzi) hanno subito divulgato, anche sui social, la storia del piccolo Pietro. Anche Confesercenti Qualiano ci ha sostenuto e aiutato sin dal primo momento, così come i nostri familiari. Grazie a loro, dopo una settimana, avevamo raccolto 20mila euro. Grazie a questa magnifica azione stiamo pagando le cure a mio figlio. Non posso dire che c’è stato un miracolo, ma Pietro sta migliorando tantissimo. La strada è ancora lunga, ma siamo veramente speranzosi”.

L’accoglienza al Comune di Calvizzano

Il bentoranto a Pietro, in Comune, è stato come una vera e propria festa. Il sindaco Giacomo Pirozzi ha stretto la mano a mio figlio, a cui hanno scattato foto insieme a tutte le altre persone del Comune. I due primi cittadini sono persone veramente meravigliose, così come don Ciro: non me la aspettavo una cosa del genere. Mi sono ricreduta e penso che il bene esista ancora, non è vero che c’è solo cattiveria in giro.

Fonte foto: Giacomo Pirozzi, sindaco di Calvizzano

Nel corso dell’intervista, inoltre, un momento emozionante. Pietro entra, si avvicina alla mamma e insieme a lei parla, ride e scherza. Una scena che, dopo essere venuti a conoscenza della storia piena di ostacoli della famiglia, ci ha commosso non poco. 

Il messaggio di speranza

Vorrei che questo fosse un messaggio per le mamme che hanno, come dicono tutti, dei bambini speciali. Se vogliono una speranza per vedere i loro bimbi prendere una strada diversa, allora questo va fatto. Le storie non sono tutte uguali, ma se veramente c’è speranza, bisogna provarci“.

Articolo di Alberto Raucci e Alessandro Pirozzi

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