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Polemica sul nuovo bando Ripam: “Ricercati esperti di rischio idrogeologico e sismico, ma esclusi i geologi”

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Un concorso pubblico per assumere 882 specialisti tecnici nelle amministrazioni del Mezzogiorno prevede, tra le competenze richieste, conoscenze sul rischio idrogeologico e sismico. Eppure i laureati in scienze geologiche sono esclusi dalla procedura. La denuncia arriva dalle principali istituzioni scientifiche, accademiche e di ricerca del settore, che chiedono la revoca del bando Ripam coesione e la revisione dei requisiti di accesso.

Il concorso riguarda regioni e enti locali di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Il personale selezionato dovrà supportare la progettazione e la realizzazione di opere e infrastrutture, la pianificazione territoriale, la tutela ambientale e paesaggistica e la gestione del territorio. Tra le competenze richieste figurano anche la valutazione ambientale e, appunto, la conoscenza del rischio idrogeologico e sismico.

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Polemica per il bando Ripam: “Ricercati esperti di rischio idrogeologico e sismico, ma esclusi i geologi”

Le classi di laurea escluse sono la L-34 (scienze geologiche) e la LM-74 (scienze e tecnologie geologiche). “Risulta pertanto difficile comprendere l’esclusione dei laureati in Scienze geologiche da una procedura destinata a selezionare personale chiamato a operare proprio in ambiti nei quali le competenze geologiche sono essenziali”, ha affermato Rodolfo Carosi, presidente della Società geologica italiana.

Agata Di Stefano, della Conferenza dei presidenti dei corsi di studio in scienze geologiche, ha spiegato nel dettaglio cosa forniscono quei percorsi formativi: “I corsi di laurea L-34 e LM-74 forniscono una preparazione specifica nella conoscenza del suolo e del sottosuolo, nella caratterizzazione geologica e geofisica dei siti, nell’analisi dei processi geomorfologici e idrogeologici, nella valutazione delle pericolosità naturali – ha affermato Agata Di Stefano, Conferenza dei presidenti dei corsi di studio in scienze geologiche – nella prevenzione e mitigazione dei rischi, nella gestione delle risorse idriche e nella produzione della cartografia geologica e tematica necessaria alla pianificazione territoriale”.

La protesta

Le organizzazioni firmatarie sottolineano che la loro non è una protesta corporativa. “Non si tratta di una rivendicazione di categoria, ma di una questione di coerenza tra formazione, competenze richieste e funzioni da svolgere, oltre che di tutela dell’interesse pubblico. Rafforzare gli uffici tecnici delle amministrazioni significa dotarli di professionalità complementari – ha dichiarato Monica Papini, presidente dell’Associazione italiana di geologia applicata – Aiga – capaci di integrare competenze geologiche, ingegneristiche, ambientali, urbanistiche e architettoniche”.

Le richieste formulate sono quattro: la revoca del bando, il riesame urgente dei titoli di studio previsti, l’inclusione delle classi L-34 e LM-74 tra i titoli ammessi e, qualora non si voglia revocare il bando, la pubblicazione di una motivazione puntuale delle ragioni tecniche e amministrative che hanno portato all’esclusione.

Fabio Florindo, presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, ha sottolineato la contraddizione di fondo: “Dopo ogni frana, alluvione o terremoto viene ribadita la necessità di investire nella conoscenza del territorio e nella prevenzione dei rischi naturali. Questa esigenza deve tradursi in scelte amministrative coerenti, valorizzando tutte le competenze necessarie a conoscere, pianificare e proteggere il territorio”.

Paolo Mazzoleni, presidente della Società italiana di mineralogia e petrologia, ha aggiunto: “La sicurezza del territorio comincia dalla conoscenza geologica. Escludere i geologi da questa procedura significa rinunciare a competenze indispensabili prima ancora che si verifichino le emergenze”.

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Nicola Avolio
Nicola Avolio
Giornalista pubblicista, mi sono avvicinato per la prima volta alla professione iniziando a collaborare con la testata "La Bussola TV", dal 2019 al 2021. Iscritto all'albo dei pubblicisti da giugno 2022, ho in seguito iniziato la mia collaborazione presso la testata "InterNapoli.it", e per la quale scrivo tuttora. Scrivo anche per il quotidiano locale "AbbiAbbè" e mi occupo prevalentemente di cronaca, cronaca locale e sport.
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