Scandalo alla Polizia Municipale: compravendita di alloggi e posti di lavoro

(Immagine di repertorio - archivio InterNapoli)

All’apparenza, tutore dell’ordine. In verità, un collocatore improvvisato. Stando a quanto raccontano i fascicoli in possesso della Procura della Repubblica, di improvvisato c’era ben poco. L’agente della Polizia Municipale aveva impostato un sistema perfettamente strutturato. Aveva luoghi prestabiliti per ricevere chi chiedeva di lui. Addirittura, nel retro di un bar, avvenivano colloqui, scambio di denaro. Insomma, un ufficio a tutti gli effetti dove l’uomo tesseva la sua tela. L’agente della Polizia Municipale, per soldi, garantiva anche alloggi nelle case popolari. Ma non nel senso legale del termine: in cambio di una bustarella, i controlli erano molto più blandi del dovuto. Così se uno degli alloggi popolari era stato occupato abusivamente, così restava per molto tempo ancora. Per 500-1000 euro, il casco bianco assicurava una futura assunzione nel corpo della Municipale, lasciando intendere che i concorsi sarebbero stati pilotati. L’inchiesta è stata ripresa anche da il Mattino.