Dopo i due secoli di carcere inflitti in primo grado e le attenuazioni delle pene in appello, dove sono state confermate le condanne solo per cinque imputati, conferma ma anche qualche annullamento senza rinvio, da parte della Cassazione, nel procedimento giudiziario che ha visto imputati boss e gregari del clan D’Amico, ‘costola’ del clan Mazzarella del quartiere San Giovanni a Teduccio di Napoli.
Confermate le pene inflitte in secondo grado (dove ne erano state rideterminate quattordici) e invece annullate – ma solo in relazione alla recidiva – quelle per Giacomo e Pasquale Urio (difesi da avvocato Valerio Spigarelli) che erano stati condannati, rispettivamente, a 13 anni e 4 mesi, e a 12 anni e 6 mesi di carcere, e che ora si vedranno ridurre le pene. Entrambi avevano rinunciato al patteggiamento. Annullamento anche per il reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti per Francesco Tabasco (condannato a 5 anni e 4 mesi e difeso dagli avvocati Antonietta Madore e Gina Busiello). Definitive le condanne per Umberto D’Amico, Salvatore D’Amico, Gabriele Salvatore D’Amico, Giovanni Catino, Ester Urio, Giovanni Urio, Alessandro Nocerino e Giovanni Borrelli i cui ricorsi sono stati respinti.

