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giovedì, Luglio 25, 2024
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Quattro italiani su dieci usano il pezzotto, i dati sui pirati di partite e film

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Nel 2023 il 39% degli adulti italiani ha commesso nel 2023 almeno un atto di pirateria, guardando illecitamente di film, serie, fiction, programmi o sport live. Il dato, che emerge dall’indagine sulla pirateria audiovisiva in Italia nel 2023 di Ipsos per conto di Fapav, è comunque di 3 punti percentuali inferiore rispetto all’anno precedente.

I numeri della pirateria

In totale si stimano circa 319 milioni di atti di pirateria contro i 345 milioni del 2022. I pirati sono più concentrati tra gli under 35, prevalentemente occupati, possiedono un livello di istruzione più alto rispetto alla media della popolazione italiana e sono geograficamente più concentrati al sud e nelle isole.

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Tra gli adolescenti cala l’incidenza della pirateria (45% contro il 47% del 2022 e il 51% del 2021) e diminuiscono anche gli atti complessivi di pirateria (20,7 milioni) segnando un -14% rispetto al 2022. Tra i contenuti resistono i film (34%) scende invece tra i più giovani l’interesse a piratare contenuti legati allo sport live e alle serie tv e fiction.

Film piratati

Tra i contenuti più piratati ci sono i film. In calo la visione illecita di serie tv/fiction con un -14% rispetto al 2022. Per quanto riguarda lo sport live, a fronte di un’incidenza della pirateria stabile, gli atti crescono rispetto al 2021, ma diminuiscono rispetto al 2022, superando i 36 milioni. Nel 2023 sono state stimate 11,4 milioni di fruizione perse (+0,4 mln rispetto al 2021) con un danno economico complessivo di circa 285 milioni di euro.

Le statistiche sul pezzotto Iptv

Tra le diverse tipologie è la pirateria digitale la principale modalità di fruizione dei contenuti piratati (37%) ma, rispetto al 2022, è l’unica che scende leggermente (era 40% nel 2021 e 39% nel 2022). Pirateria indiretta e pirateria fisica restano stabili rispettivamente al 12% e al 9%. Le Iptv (Internet Protocol Television) illecite rappresentano una delle forme preferite da circa 11,8 milioni di italiani per accedere almeno una volta ai contenuti pirata, seguono lo streaming con il 18% e il download con il 15%.

Una perdita di 2 miliardi

Il 79% dei pirati ha chiaro che si tratti di una pratica illecita, ovvero che rappresenti un reato. In particolare, il 47% degli italiani non è perfettamente consapevole della gravità del fenomeno e degli impatti che questa pratica provoca ad esempio sul mercato del lavoro o sul depauperamento della creatività e del talento, linfa vitale per l’industria audiovisiva e culturale italiana.

Si stima una perdita di fatturato per l’economia italiana pari a circa 2 miliardi di euro a causa della pirateria audiovisiva di film, serie/fiction e sport live, che implica una perdita di pil di circa 821 milioni di euro e una contrazione dei posti di lavoro pari a circa 11.200 unità. Per quanto riguarda le industrie dei contenuti audiovisivi la stima del danno economico potenziale ammonta a circa 767 milioni di euro (+14% rispetto al 2021).

Le parole di De Siervo

“La pirateria è una piaga sociale e c’è un paese che non ha capito che è un atto contro la cultura di questo paese e contro lo sport di questo paese. Si parla di cifre roboanti, oltre 800 milioni soltanto la parte sportiva… Bisogna continuare a lavorare in questo senso: rispetto solo ad un anno fa il nostro parlamento ha votato una legge all’unanimità, s’è creata una piattaforma messa a disposizione dell’Autorità per le comunicazioni che sta funzionando ma questo non è sufficiente. I pirati si stanno organizzando e quindi le persone si stanno spostando da una piattaforma all’altra”, queste le parole dell’amministratore delegato della Serie A, Luigi De Siervo.

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