E’ durata meno di due giorni la fuga di Luigi Frenna e del suo complice minorenne indicati come gli autori della rapina che lo scorso fine settimana è quasi costata la vita a Patrizia Petrone, attualmente ricoverata in gravi condizioni all’ospedale Cardarelli. I due indagati sono entrambi originari del rione Sanità ed è qui che lunedì sera la polizia li ha stanati. Entrambi si trovano adesso in stato di fermo e in attesa dell’udienza di convalida davanti ai rispettivi gip competenti. Come riportato da Il Roma Frenna, assistito dall’avvocato Carla Maruzzelli, nel corso dell’interrogatorio al quale è stato sottoposto negli uffici di via Medina ha ammesso le proprie responsabilità indicando anche il luogo in cui lui e il complice hanno nascosto l’Honda Sh rosso rapinato a Patrizia Petrone e alla nipote Giulia Novi: il motorino è stato infatti recuperato a tarda sera in vico San Severo a Capodimonte.

Non distante, gli agenti hanno anche individuato e sequestrato l’arma scenica che i banditi avevano utilizzato per il colpo. Il 19enne ha però tenuto a precisare che né lui né l’amico hanno mai colpito o speronato le due donne, le quali, una volta affiancate, sarebbero accidentalmente cadute sull’asfalto. Per il momento entrambi gli indagati restano ad ogni modo dietro le sbarre: saranno nei prossimi giorni i periti di parte a confermare o smentire le versione fornita dal 19enne. Il motorino ritrovato a Capodimonte è stato intanto restituito alla famiglie delle due donne rapinate.

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