La sua strategia criminale era semplice ma ben delineata. Ricostituire il gruppo dei Di Biasi, storica famiglia di camorra falcidiata dagli arresti nei primi anni duemila, avvalendosi proprio della ‘forza’ del nome, un nome che ancora conta nei vicoli a ridosso di via Toledo. Una strategia precisa da portare avanti non solo con le intimidazioni ma anche a suon di rapine. Con queste accuse nell’aprile del 2024 finirono in manette Dylan Di Biasi, figlio del boss dei ‘Faiano’ Renato, Vittorio Sorriente e Antonio Mucci detto ‘Anthony’. Dinnanzi alla Corte d’aAppello (I sezione) per due su tre sono arrivate riedizioni. Non per Dylan Di Biasi che vede confermata la condanna di primo grado a quattro anni e quattro mesi. Antonio Mucci passa invece da 4 anni a 3 anni, difeso dall’avvocato Antonio Rizzo, stessa riduzione per Vittorio Sorriente da 4 a tre anni, difeso dall’avvocato Domenico Dello Iacono.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura antimafia, ha ricostruito i movimenti del gruppetto di giovani leoni dei Quartieri Spagnoli, tra cui Dylan figlio del ras detenuto Renato Di Biasi “o Faiano”, partendo dal ferimento di Vincenzo Masiello “’o cucù”, reggente della famiglia di Largo Baracche. Vittorio Sorriente, come esecutore materiale, e il “faianiello” come spalla furono i responsabili del fatto di sangue secondo gli investigatori. Ma proseguendo nelle indagini sono emerse altre vicende di malavita, tra cui lo sparo notturno contro il lampione il 17 dicembre 2023.
Dunque un colloquio intercettato dalla squadra mobile il 18enne Dylan Di Biasi e l’amico D.M parlano della possibilità di essere uccisi dai clan rivali. Allora il più giovane chiede al compagno “…Vuoi morire pure di vecchiaia? noi amma murì con una botta in testa… ” e allora Dylan subito ribatte ” …Poi si vede come moriamo o cicc’, io la morte mia non l’ha accetto… ”. Il figlio di Renato Di Biasi tenta poi di spiegare che oggi la situazione criminale è cambiata, sebbene gli altri gruppi criminali abbiano rispetto di loro alla luce del loro cognome, anche la famiglia Faiano ha subito in passato tanti agguati “…Quando stavano tutti fuori figuriamoci adesso…“, però poi sottolinea che solo un gesto estremo potrà fermarli “…Solo in testa ce la devono chiavare…”.
Rapine e armi ai Quartieri, riduzioni in Appello per il gruppo del baby ras Di Biasi
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