Reddito di Cittadinanza, 400mila ‘furbetti’ rischiano di perdere il contributo

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Come evitare la perdita del contributo

Circa 400mila beneficiari rischiano di perdere il Reddito di Cittadinanza, in particolare, coloro che non stanno ricercando un lavoro.  Secondo i dati dell’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro circa 400mila beneficiari, sul totale di 820mila, non hanno provveduto ad attivare i patti per il lavoro. Inoltre negli ultimi mesi si è verificato un calo delle visite dei centri dell’impiego complice anche l’emergenza coronavirus.

GLI OBBLIGHI PER I BENEFICIARI

I precettori del Reddito di Cittadinanza sono obbligati a svolgere attività per i Comuni, cooperative e associazioni. Potranno aiutare gli operatori nelle attività d’assistenza alle persone anziane, occuparsi della manutenzione del verde pubblico e molto altro. L’obbligo è scattato l’otto gennaio con il decreto del Ministero del Lavoro che ha sancito gli ambiti utili alla collettività: culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni.

LA NUOVA FASE DEL REDDITO DI CITTADINANZA

La nuova fase del Reddito di Cittadinanza dovrà essere gestita dai Comuni che sono incaricati di scegliere i progetti. Chi non svolgere attività da 8 a 16 ore settimana perderà il diritto al sussidio. Dopo un’assenza ingiustificata di otto ore, il beneficiario verrà richiamato. In caso di un ulteriore episodio di 24 ore complessive il Comune invierà la segnalazione all’Inps.

L’AUSPICIO DEL MINISTERO

Il decreto ministeriale auspica il coinvolgimento degli enti del terzo settore, come le organizzazioni di volontariato. “Il progetto può riguardare sia una nuova attività sia il potenziamento di un’attività esistente”. I precettori non potranno sostituire lavoratori già assunti dal Comune né avere ruoli di responsabilità. Solo di supporto come in occasione dell’organizzazioni di manifestazioni culturali alla cura delle biblioteche. Sul fronte ambientale possono svolgere attività per la raccolta di rifiuti alla diffusione delle informazioni sulla raccolta differenziata. I beneficiari potranno svolgere dalla manutenzione dei giochi per bambini nei parchi alla tinteggiatura di locali scolastici. Il Comune dovrà tenere conto delle propensioni individuali dei precettori.

Stop alle ricariche automatiche, chi non lavora per il Comune perde il reddito di cittadinanza. Con la pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale, ha preso il via ufficialmente la seconda fase del reddito di cittadinanza. Fase in cui entrano in gioco i Comuni di residenza dei percettori del sussidio, che fino a questo momento non avevano avuto alcun beneficio.

LAVORI DI PUBBLICA UTILITÀ E REDDITO DI CITTADINANZA

I beneficiari del reddito di cittadinanza sono tenuti a svolgere lavori di pubblica utilità all’interno dei progetti utili alla collettività (PUC) sulla base di quanto stabilito non solo da decreto 4/2019, ma anche dal decreto attuativo pubblicato l’8 gennaio 2020 sulla Gazzetta Ufficiale dopo un accordo tra ministero del Lavoro e Comuni.

Le attività di pubblica utilità non devono superare le 8 ore settimanali, che possono essere espletate in un solo o più giorni della settimana; il beneficiario del reddito di cittadinanza ha l’obbligo di completare le ore previste nel mese; in caso di flessibilità, le ore saranno recuperate successivamente; nel caso di ampliamento delle ore, fino ad un massimo di 16 settimanali, la flessibilità prevista per le 8 ore non è contemplata e i beneficiari devono svolgere settimanalmente le ore concordate.

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