Covid19. Blocchi tra regioni e nuovo lockdown, il governo: “Saremo costretti se continua così”

Covid19 - Passeggiata sul lungomare di Napoli
Covid19 - Passeggiata sul lungomare di Napoli

Gli esperti sono preoccupati per le immagini che stanno circolando in questi giorni. Il comportamento degli italiani nella fase 2 dell’emergenza covid19 non sta convincendo governo e comitato tecnico-scientifico. Sono due al momento gli scenari al vaglio. Dopo aver valutato i numeri del contagio, tra dieci giorni si potrebbe arrivare a due decisioni clamorose: nuova chiusura o proroga del blocco di mobilità tra le regioni.

L’ipotesi del ministro Boccia

Non siamo sorpresi per quel è accaduto in questo fine settimana. Ma se è comprensibile e umano, dopo due mesi, uscire di casa, non dobbiamo dimenticare che siamo ancora dentro il Covid19 e dunque chi alimenta una movida sta tradendo i sacrifici fatti da di milioni di italiani“. Lo ha detto, in un’intervista alla Stampa, il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia. “A fine settimana – spiega – il Consiglio dei ministri farà le sue valutazioni in base al numero dei contagi. E per lo ‘sblocco’ della mobilità tra Regioni, faremo le nostre valutazioni: non è detto, ma potrebbe diventare inevitabile prendere tutto il tempo che serve“.

La maggioranza dei cittadini – osserva Boccia – rispetta le regole ed è indignata per i comportamenti di poche persone. Sinora abbiamo usato il metodo del bastone e della carota: sembra aver funzionato“. E gli assistenti civici, aggiunge, saranno “migliaia di persone in strada per ricordare a tutti le regole della nostra convivenza”.

Covid19. I timori del comitato tecnico-scientifico

Il comitato tecnico scientifico è in attesa dei dati relativi alle riaperture del 18 maggio, intanto lancia l’allarme su una possibile seconda ondata. A preoccupare sono gli assembramenti dalla movida e delle spiagge affollate. C’è però grande apprensione per i contagi da covid19 che potrebbero risalire al punto da riaccendere l’epidemia già a giugno, soprattutto al Sud che potrebbe essere teatro di una ripresa delle infezioni per un eccesso di sicurezza, dato che quest’area del paese è stata risparmiata dal peggio.
Il comitato tecnico scientifico ha manifestato i suoi timori al governo, ma per ora i dati epidemici non sono preoccupanti: ci vorranno almeno altri 7-10 giorni per capire se gli atteggiamenti dell’ultima settimana hanno avuto conseguenze. Tra l’altro per il 3 giugno è previsto il via libera agli spostamenti tra le regioni, anche se a riguardo il ministro Boccia ha frenato: tutto dipenderà dal numero dei contagi. Stavolta però non per tutto il paese: le chiusure dovranno essere differenziate e riguardare solo le aree più colpite.