HomeCronacaRiaprono negozi per bimbi, l'esempio dei napoletani: file ordinate alla Pignasecca

Riaprono negozi per bimbi, l’esempio dei napoletani: file ordinate alla Pignasecca

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Una fila disciplinata benchè corposa, con le distanze di sicurezza di almeno un metro rispettate e il presidio delle forze dell’ordine garantiti. Uno scenario che, chissà se per frustrazione intrinseca o per il gusto della polemica fine a se stessa, ai tanti lamentosi di professione pronti ad uscire allo scoperto solo quando c’è da camminare sulle macerie probabilmente non farà piacere. Alla Pignasecca, quartiere del centro storico bistrattato nelle scorse settimane da diversi organi di stampa e sui social in modo alquanto discutibile in nome di ipotetici e presunti assembramenti fuori controllo in questo periodo di diffusione del Coronavirus, critiche levate senza tenere conto molto spesso di un territorio con spazi angusti (discorso simile per il Rione Sanità), la mattinata della prima riapertura dei negozi per bambini scivola via all’insegna della normale civiltà. Stando all’ordinanza del governatore Vincenzo De Luca, questo tipo di attività potrà al momento esercitare in Campania soltanto il martedì e il venerdì dalle 8 alle 14 (il martedì e il giovedì allo stesso orario nella settimana del 1 maggio), mentre cartolerie e librerie, a differenza di quanto disposto dall’ultimo Dcpm governativo e recepito da alcune altre Regioni, qui restano chiuse almeno sino al 3 maggio.

Già prima delle 9 del mattino dinanzi allo store “I Cuccioli abbigliamento’’, all’inizio della Pignasecca subito dopo lasciatasi alle spalle piazza Carità, arrivano decine di persone tra genitori, zii e nonni intenti ad acquistare soprattutto pigiamini e tutine per cambiare parte dei guardaroba dei più piccoli (altri indumenti è inutile comprarli visto che il lockdown prosegue e i bambini bisogna tenerli a casa). E il numero, a metà mattinata, cresce ancora. Tutti i presenti indossano la mascherina e si tengono a debita lontananza l’uno dall’altro. Quando i capannelli sembrano formarsi – non per volontà ma anche semplicemente per distrazione – ci pensano i vigili urbani e una pattuglia della Polizia di Stato a presidio del posto a chiedere al titolare del negozio di far rispettare le distanze di sicurezza in prevenzione del Covid-19.

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Le critiche in tv, sui social e su certi giornali hanno fatto male ai residenti che rifuggono qualsiasi concetto di inciviltà connessi ai propri comportamenti. E le parole di chi è in fila lo fanno trasparire senza possibilità di interpretazioni. «Siamo stanchi di finire con troppa facilità sui giornali di mezza Italia o sui social network ed essere tacciati sempre di inciviltà – affermano alcuni acquirenti – La Pignasecca è un quartiere popolare, ci sono tanti negozi anche di alimentari di cui in tanti sono clienti ed è molto facile dare la falsa impressione di non rispettare il distanziamento sociale, ora che c’è il Coronavirus. Ma la verità non è quella mostrata a livello nazionale». In effetti, per quanto visto quest’oggi, certe litanie forse vanno riposte nel cassetto.

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