“Ruotolo fantomatica vittima di mafia”, l’attacco di Luigi Leonardi al senatore Pd

Luigi Leonardi e Sandro Ruotolo
Luigi Leonardi e Sandro Ruotolo

“Ruotolo è una fantomatica vittima di mafia, da presidente dell’Osservatorio antimafia non ha fatto un cavolo. Un’estorsione e un delinquente non sa manco come sono fatti”. A sferrare l’attacco sui social al senatore Pd non è una persona qualunque ma Luigi Leonardi, candidato nella lista Città in Movimento a sostegno di Antonio Poziello sindaco. Leonardi, commentando un post dell’attivista anticamorra Ciro Corona, che sollevava dubbi sull’endorstement del candidato del centrodestra Maisto a uno dei candidati al ballottaggio, Nicola Pirozzi, ha risposto ad un commento di Francesco Cacciapuoti di InPolis scrivendo: “..Per De Magistris puoi chiedere alla fantomatica vittima di mafia Ruotolo, presidente dell osservatorio antimafia che più di osservare nn ha fatto un cavolo, e che un estorsione ed un delinquente nn sa manco come sono fatti, come te d altronde. Devo dire però che il sottoscritto, in perfetto stile pd 5s Polis, quando ti è servito per i fatti tuoi lo hai contattato?  A Sandro ho chiesto più volte aiuti, così come alla Polis di Siani, Miggiano etc etc, ma come tutti, pensano solo ai cavoli loro…ma tu questo lo sai già, perché te ne ho già parlato… su certi argomenti devi ancora imparare tanto, ed uno di questi è proprio l’antimafia”. Parole forti quelle di Leonardi, indicato da Poziello come possibile assessore alla Legalità in caso di rielezione.

Il post di Luigi Leonardi
Il post di Luigi Leonardi

Proprio oggi Sandro Ruotolo sarà di nuovo a Giugliano, dove è già stato 10 giorni fa, per sostenere Nicola Pirozzi. L’appuntamento è previsto alle 16 sullo Chalet dove risponderà alle domande dei giornalisti e parlerà di anticamorra e legalità.

Ricordiamo che Sandro Ruotolo è un giornalista televisivo e d’inchiesta che per molti anni ha lavorato nella squadra di Michele Santoro (tra i programmi televisivi: Samarcanda, Il rosso e il nero, Tempo reale, Moby Dick, Sciuscià, Annozero). Da cronista anti-mafia ha condotto numerose inchieste sulla Terra dei Fuochi e sul traffico illecito di rifiuti in Campania. Nel 2009, nell’ambito di un’inchiesta sulla Trattativa Stato-Mafia, intervistò il collaboratore di giustizia Massimo Ciancimino e per questo motivo ricevette una lettera minatoria con minacce di morte. Non è però a causa di Ciancimino che Ruotolo venne messo sotto scorta: a originare l’assegnazione della protezione personale, nel maggio 2015, furono le gravi minacce del boss dei Casalesi Michele Zagaria dopo il reportage di Ruotolo sulla Terra dei Fuochi andato in onda su La7. La decisione di porre sotto scorta il giornalista , all’epoca nella squadra di «Servizio pubblico», venne presa dall’allora prefetto di Roma, Franco Gabrielli.