Erano imputati a vario titolo per associazione mafiosa, truffe alle assicurazioni aggravate dal metodo camorristico, intestazione fittizia di beni, usura, riciclaggio e violenza privata. E’ arrivata ieri la sentenza per dodici persone finite al centro dell’inchiesta, condotta dalla Dda di Napoli, contro un gruppo criminale legato a diversi clan camorristici tra cui i Mallardo di Giugliano, i Di Lauro, gli scissionisti, i Puca e i Verde di Sant’Antimo, la cosca Aversano di Grumo Nevano. Al centro dell’inchiesta un direttore di banca incaricato di eludere i sistemi di controllo sulla provenienza dei capitali illeciti frutto di truffe alle assicurazioni e di false pratiche relative a incidenti automobilistici, incendi e allagamenti mai avvenuti.

Non sono mancate le sorprese. Come per esempio Gennaro Chianese che, difeso dall’avvocato Mario Griffo, a fronte di una richiesta di tredici anni di reclusione è stato assolto con il dissequestro dei suoi beni. Lo stesso avvocato Griffo ha visto assolvere un altro suo cliente, Carmine Chianese per non aver commesso il fatto. Tra le altre assoluzioni spiccano anche quelle di Antimo Castiglione, difeso dagli avvocati Stefano Montone e Antonio Verde e di Crescenzo Esposito, quest’ultimo difeso dall’avvocato Giuseppina Di Domenico. Il giudice ha dichiarato inoltre di non doversi procedere per Domenico Massaro (difeso dall’avvocato Vincenzo Mirra).

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